Buona la prima
  Successo per il nuovo programma di Ale e Franz
  Sergio Toffolo
 
Splendida prova d’attore affrontata con coraggio e ironia per Alessandro Besentini e Francesco Villa, il duo comico noto come Ale e Franz che da martedì 17 aprile porta in scena Buona la prima (Italia 1). Il programma, nato da un format tedesco “Schiller Strasse” e prodotto in Italia da Grundy Italia con la collaborazione di Bananas e Cattleya, è una sfida continua alla professionalità dei due attori che mettono a nudo la loro capacità di cimentarsi con l’improvvisazione. Ad occhi meno attenti potrà sembrare un programma come un altro e se l’ aspettativa è quella di ridere e sorridere come davanti ad uno skatch comico preparato a tavolino, potrebbe addirittura apparire deludente per l’insieme di battute con risata incerta e tempi apparentemente morti con dialoghi che spesso non hanno un filo conduttore ma sono chiusi in se stessi. Eppure ci vuole coraggio e preparazione per accettare un sfida di questo tipo. Al di fuori dei personaggi noir e gialli che danno una certa protezione di cui vestono i panni agl’occhi del grande pubblico, Ale e Franz si mettono, con la consueta modestia, alla berlina. Un programma, adattato dalla grande maestria di Fatima Ruffini che trae le sue radici nella storia stessa dell’arte teatrale.  L’improvvisazione teatrale, infatti,  è una forma di teatro dove gli attori non seguono un copione definito ma recitano improvvisando. Forme di improvvisazione si possono riscontrare fin da alcuni scritti di Aristofane, legati soprattutto alla commedia ed al teatro popolare,  tecnica utilizzata anche da Paluto per poi diventare il sub strato tecnico della Commedia dell’arte. In Italia, la tecnica dell’improvvisa diventò fondamentale per l’avanspettacolo e per il teatro di rivista di Petrolini, Totò e Macario. Format, quello di Buona la prima che oltre ad unire il reality con la sit-com, dando vita al genere misto denominato sit-show, riprende la modalità di long form e la struttura dei match di improvvisazione nati a Montrèal nel 1977 dagli attori canadesi Robert Gravel e Yvon Leduc che divennero per sette anni un fenomeno di costume che si diffuse a macchia d’olio facendo nascere le “ leghe d’improvvisazione” (in Italia la LIIT  “Lega italiana improvvisazione teatrale”  vinse il campionato del mondo di questa arte teatrale nel 1998). Oltre ad essere il secondo esempio italiano, dopo il deludente Suonare Stella (Rai due) di sit-show, Buona la prima è la conferma del talento artistico del duo Ale e Franz uscito nel 1995 dal C.T.A. (Centro Teatro Attivo) di Milano. Nel gioco del “nulla si crea e nulla si distrugge”, tanto caro alla televisione e ai suoi autori, finalmente possiamo trovare un punto di congiunzione tra cultura alta e cultura di massa, tutta la storia del teatro all’improvviso viene portata in auge al grande pubblico grazie al brillante talento di Alessandro e Francesco.
 
 
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