Numero 6 -
Quando arriva la gente si sente meglio ***
Roberto Conti
Per i Numero 6 Quando arriva la gente si sente meglio può essere considerato un crocevia tra memoria e futuro, arriva infatti dopo due album ormai di qualche tempo fa (a cui vanno aggiunti altri due album con il nome Laghisecchi). L'Ep contiene 5 brani, tre inediti e due rivisitazioni, Da piccolissimi pezzi dei Numero6 (con Bonnie 'Prince' Billy che canta in italiano, in assoluto il pezzo più interessante del lavoro) e Aspetto dei Laghisecchi. Il testo di uno dei tre inediti, Navi stanche di burrasca, è di Enrico Brizzi che i Numero 6 hanno accompagnato nel reading de Il pellegrino dalla braccia d'inchiostro. Un ottimo crocevia -in chiave prettamente acustica- in attesa del long playng previsto per l'autunno e annunciato decisamente più suonato. Da segnalare assolutamente che  questo lavoro è scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale della band.
Paul Weller - 22 dreams ***
Giovanna Oceania
Strana la storia di Paul Weller. Dichiarato "santo subito" nella Londra mod wave dei primi 80, in realtà si è meritato la beatificazione un po' per volta e oggi, a 50 anni appena compiuti, è meritatamente un'icona per le nuove generazioni Brit, che vedono in lui un credibile mediatore tra i vari decenni della scena rock. 22 dreams è un album ambizioso ma riuscito, concepito come un doppio vinile dei vecchi tempi e concentrato poi in un solo Cd con una fantasia e un eclettismo che Weller non aveva mai rivelato a questi livelli. Rock, funk, soul, esotismi Zeppeliniani, venti elettronici e profumi di vecchia canzone francese si combinano in un affascinante caleidoscopio, con il ricorrente aiuto del chitarrista e co-produttore Steve Cradock e una parata di amici tra cui Noel Gallagher e Gem Archer degli Oasis, Graham Coxon e Robert Wyatt (che suona piano e tromba in un inatteso tributo alla vedova Coltrane, Song for Alice).
I sogni sono 22, i pezzi 21. Il tassello che manca (The missing dream appunto) è un racconto non musicato dello scrittore Simon Armitage che Weller ha voluto come insolito allegato al CD.
Bugo - Contatti ***
Roberto Conti
Bugo ha senza ombra di dubbio il merito di crederci e di avere uno stile assai personale che, piaccia o no, gli ha dato una certa visibilità negli ultimi anni. Al di là di questi pregi ho sempre considerato Bugo un sottoprodotto della discografia, una sorta di fenomeno da baraccone più fortunato di tanti colleghi, ma con ben poche cose cose da dire (al di là di qualche canzone effettivamente orecchiabile) e qualità tecniche e vocali pressoché inesistenti. Dopo questa entrance negativa, devo complimentarmi invece per questo Contatti, disco dalle musicalità nuove: l'elettronica-dance, che due dei produttori italiani più in voga del momento, Stefano Fontana, alias Stylophonic, e Roberto Baldi gli hanno cucito addosso dà nuova dignità ai brani di Bugo, storie di una quotidianità solo all'apparenza strampalata, ma che in fondo analizza i problemi che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare. Il cantautore trecatese, ormai da un po' è nel giro giusto e va dato merito anche alla Universal di aver fatto su questo disco un lavoro davvero ottimo. Dopo la rivalutazione di Bugo, anche dal vivo porta in giro uno spettacolo davvero interessante, i pezzi migliori: Le mani, Nel giro giusto, C'è crisi.
Paolo Benvegnù - Le labbra ****
Roberto Conti e Viviana Noce
Paolo Benvegnù Mr Paolo Benvegnù si porta appresso il pesante/magnifico fardello di ex leader degli Scisma, ma nonostante questo ricorrente effetto nostalgia, negli anni la sua musica è cresciuta, si è irrobustita ulteriormente fino a raggiungere un non piccolo spazio nel panorama musicale indipendente. Mosso dall'urgenza e dal desiderio di comunicare Le labbra è forse un leggero passo indietro rispetto all'esordio Piccoli fragilissimi film che va detto ha beneficiato della forte promozioni del singolo Suggestionabili,  il livello resta comunque di prima qualità. Amore santo e blasfemo, La distanza, L'ultimo assalto sono canzoni che coniugano il rock d'autore, il pop e una grande qualità negli arrangiamenti. Le labbra è un disco che negli anni non perderà la propria piacevole umidità.
Leggi l'ampia recensione di Viviana Noce
Paolo Benvegnù - 14-19 ep ****
Viviana Noce
Benvegnù Paolo - 14-19 EPAscoltare la musica e oserei dire, l’arte di Paolo Benvegnù è completa catarsi.
Immergersi nella profondità delle parole per accogliere la sua anima con dolcezza e devozione, comprendendo il limite umano che sconfina, senza opporsi, con la totalità dell’artista.
Un uomo in completa ricostruzione, ama definirsi, e questo appare in maniera devastante sin dall’ep che precede, di alcuni mesi, l’uscita del capolavoro Le labbra.
Partendo dalla copertina, 14-19 ci riporta alla nascita, il rosso come sangue, dolore e passione, con una traccia bianca, possibilmente, la vita che scorre e ci trasporta nella direzione che noi vorremmo fosse quella delineata, ma che i sentimenti spesso distorcono ed appannano, deviano e prendono quota.
Parlando di questo “ensamble”, Benvegnù ci sussurra che è un disco adatto ad essere gustato dalle 14 alle 19: una canzone x ogni ora, tranne alle 17, quando ci si concede il relax dell’ora del tè. La distanza apre il mini-cd, l’unico brano che poi ritroveremo in Le labbra, e ci delinea la subitanea necessita di tirare fuori le parole nascoste, di urlare le mancanze di una relazione che sembra essere giunta al traguardo: “tu da me non avrai che l’assenza… quello che ti resta è la distanza… e poi finire le parole… come finire le parole”. Continua a leggere
Fuori dalle ali - La guerra in cartolina ***
Roberto Conti
La nuova frontiera della musica è il fai da te, non mi stancherò mai di ripeterlo. Qualche giorno fa arriva questo demo dalla copertina bianca con un packaging lontano anni luce dagli dalla grafica da addominali scolpiti che sempre più spesso si presenta. Il demo si chiama La guerra in cartolina e racconta attraverso la voce e la chitarra di Tommaso Manfredini (ossia Fuori dalle ali) quattro storie che lasciano una scia, quattro storie magari non raccontate benissimo  ma che comunque trasmettono molto e in fondo è questo l'importante se qualcuno ha ancora voglia di ascoltarle. Lo stile è a cavallo tra Ettore Giuradei e Le luci della centrale elettrica (per la cronaca Vasco Brondi ha curato la produzione artistica). Cantilene sgraziate con un accompagnamento musicale minimalissimo di chitarra, acqua e farina che se ben lavorati potranno dare in un futuro spero prossimo delle buone focaccine. Pezzo da segnalare: Sparavano ai topi.
 
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