Quello
di questa sera è il terzo secret show italiano organizzato
da MySpace, uno degli «spettacoli segreti» che il celebre
social network organizza per i suoi utenti in tutto il
mondo. Con un accorgimento particolare: fino all'ultimo il
sito tiene nascosto chi si esibirà, dove e quando. Il
meccanismo è semplice: per partecipare agli «spettacoli
segreti» i myspacers devono aggiungere alla propria Top
friend il Secret show (www.myspace.com/secretshowsit), che
da quel momento, giorno dopo giorno, fornirà ai suoi
«amici» (in Italia sono già quasi 120mila) gli indizi
sull'evento, invitandoli a esprimere suggerimenti.
La location scelta per ospitare i Bluvertigo è Le jardin au
bord du lac (ossia l’Idroscalo), l’evento è stato
davvero ben organizzato e rappresenta una irrinunciabile
occasione per vedere gratis una band che piace sia ai
trentenni, fan dagli anni Novanta, sia ai ventenni,
appassionati di X Factor. Da poche settimane per i
nostalgici è uscito Mtv Storytellers – Bluvertigo
che ripercorre gli episodi principali della carriera della
band milanese.
Ma parliamo del concerto: che dire, è sempre un piacere
sentire i Bluvertigo, anche se quelli visti questa sera sono
solo lontani parenti di quelli che negli ultimi anni Novanta
si distinguevano per testi ricercati e arrangiamenti new
wave.
Morgan appare invecchiato ed
annebbiato: la sua voce gioco forza ne risente e l’estro
creativo sopperisce solo in parte a questo annebbiamento. L’assenzio
ci fa subito entrare nel vivo dello show… e i ricordi
vanno a quella splendida edizione di Sanremo 2001 quando i
‘nostri’ portarono un bel po’ di scompiglio in riviera
oltre ad una bella canzone fuori dagli schemi del Sanremone.
Nello show vengono eseguiti tutti i pezzi più
rappresentativi come Sono=Sono, Cieli neri,
Soprappensiero, Odio (con tanto di simpatico balletto
firmato da Morgan e Andy), Altre forme di vita
inframmezzati da lunghissimi intermezzi musicali che
sinceramente stancano un po’.
Il ritmo non è dei migliori e l’effetto nostalgia non
serve a colmare l’affanno dei quattro che continuano a
suonare divertiti come in una sorta di allenamento
allucinato verso la ricerca della migliore condizione.
Il concerto prosegue fino a La crisi, scelto come
brano di chiusura, “ho il sospetto che non sia un buon
esempio, camminare a un metro e mezzo da terra”.