Bluvertigo per MySpace secret show
Ti piacciono le riviste di meccanica?
Roberto Conti
Quello di questa sera è il terzo secret show italiano organizzato da MySpace, uno degli «spettacoli segreti» che il celebre social network organizza per i suoi utenti in tutto il mondo. Con un accorgimento particolare: fino all'ultimo il sito tiene nascosto chi si esibirà, dove e quando. Il meccanismo è semplice: per partecipare agli «spettacoli segreti» i myspacers devono aggiungere alla propria Top friend il Secret show (www.myspace.com/secretshowsit), che da quel momento, giorno dopo giorno, fornirà ai suoi «amici» (in Italia sono già quasi 120mila) gli indizi sull'evento, invitandoli a esprimere suggerimenti.
La location scelta per ospitare i Bluvertigo è Le jardin au bord du lac (ossia l’Idroscalo), l’evento è stato davvero ben organizzato e rappresenta una irrinunciabile occasione per vedere gratis una band che piace sia ai trentenni, fan dagli anni Novanta, sia ai ventenni, appassionati di X Factor. Da poche settimane per i nostalgici è uscito Mtv Storytellers – Bluvertigo che ripercorre gli episodi principali della carriera della band milanese.
Ma parliamo del concerto: che dire, è sempre un piacere sentire i Bluvertigo, anche se quelli visti questa sera sono solo lontani parenti di quelli che negli ultimi anni Novanta si distinguevano per testi ricercati e arrangiamenti new wave.
Morgan appare invecchiato ed annebbiato: la sua voce gioco forza ne risente e l’estro creativo sopperisce solo in parte a questo annebbiamento. L’assenzio ci fa subito entrare nel vivo dello show… e i ricordi vanno a quella splendida edizione di Sanremo 2001 quando i ‘nostri’ portarono un bel po’ di scompiglio in riviera oltre ad una bella canzone fuori dagli schemi del Sanremone.
Nello show vengono eseguiti tutti i pezzi più rappresentativi come Sono=Sono, Cieli neri, Soprappensiero, Odio (con tanto di simpatico balletto firmato da Morgan e Andy), Altre forme di vita inframmezzati da lunghissimi intermezzi musicali che sinceramente stancano un po’.
Il ritmo non è dei migliori e l’effetto nostalgia non serve a colmare l’affanno dei quattro che continuano a suonare divertiti come in una sorta di allenamento allucinato verso la ricerca della migliore condizione.
Il concerto prosegue fino a La crisi, scelto come brano di chiusura, “ho il sospetto che non sia un buon esempio, camminare a un metro e mezzo da terra”.

 

 
 
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