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Live - Calexico,
nel concerto milanese sold-out anche un cammeo di Vinicio
Capossela |
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Roberto
Conti - ottobre 2008 |
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Arriviamo
al Rolling Stone alle nove meno un quarto, incredibilmente
riusciamo anche a trovare posteggio e a passo svelto ci
dirigiamo verso l’ingresso per non perdere nemmeno una
nota di questa serata che vede on stage i Calexico e, in
apertura, Moltheni, che inaugura il tour de I segreti del
corallo. Naturalmente Moltheni ha appena finito di
suonare (maledetti locali milanesi: una persona che lavora
che deve fare, mettersi in ferie!) e quando apprendo la
notizia da un ragazzo del pubblico mi rammarico un poco.
Il locale è pienissimo per l'unica data italiana di John
Convertino, Joey Burns e dei loro Calexico, il cui seguito
italiano credevo sinceramente fosse più modesto.
Personalmente ho cercato di documentarmi al meglio per non
arrivare del tutto impreparato al concerto, ma con risultati
frammentari di cui mi scuso anticipatamente con i lettori.
L'ultimo album della band di Tucson (Arizzona) Carried to
dust propone un nutrito repertorio di ballate e pezzi
rock/wave, tutti accuratamente confezionati ed arrangiati
per suonare perfetti e senza sbavature. La scaletta della
serata attinge prevalentemente proprio alle ultime canzoni
con l'aggiunta di qualche più datato, come Across the
wire. Difficile trovare una vera definizione al genere
di questa band, che un po’ affascina, un poì stupisce e
un po’ annoia sulla lunga distanza: più che country, come
ipotizzavano le mie aspettative pre-concerto, abbondano qua
e là le derive psichedeliche dall'inconfondibile sapore
western, parola quest’ultima utilizzata con un’accezione
positiva, naturalmente.
Un elegante suono di gruppo e di atmosfera è sicuramente la
carta vincente della band in cui spiccano chitarre di nylon,
slide, ottoni, senza farsi mancare qualche deriva post-rock
(vedi The black light). Menzione d'onore per la cover
dei Lovedi
Arthur Lee Alone again or, primo brano del loro
capolavoro Forever changes, un "classico"
del repertorio live dei Calexico.
Nel finale del lungo live ecco a “sorpresa” fare la sua
comparsa Vinicio Capossela, travestito da creatura oscura.
Prende il via un duetto, applauditissimo: anche i sonnolenti
fotografi che sedevano nel tavolino a fianco al nostro
decidono che è arrivato il momento di “lavorare” e
salgono sulle sedie per rubare uno scatto (naturalmente per
tutto il resto del live non avevano mosso nemmeno un dito,
anche quest sta nelle brutture del mondo della discografia).
Ecco allora Polpo d'amor e La faccia della terra.
Nuova pausa e nuova serie di bis per degli instancabili
Calexico che chiudono l’esibizione con Red blooms
con tanto di flicorno e le sonorità latine di Guero
canelo.
Poi gli applausi plaudenti del pubblico. |
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