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Cristina Donà - La
quinta stagione **** |
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Roberto Conti |
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Mi
fa davvero piacere ascoltare questo La quinta stagione (Capitol
Emi), disco nuovo e completo di Cristina Donà. Dieci pezzi
davvero ottimi, raffinati, fluenti che vedono alla cabina di
regia Peter Walsh (già con i Palp e Peter Gabriel, solo per
citarne alcuni) in veste di produttore. Un disco terapeutico
lo definirei, le canzoni della Donà riempiono la stanza e
mi fanno danzare nell’aria, leggero leggero, mi perdo
dentro una vertigine che danza e mi porta al di là del
tempo (oggi mi piace citare), dimentico tutto e mi perdo
nella musica accoccolato sotto le coperte. Rispetto
alle prove del passato la scrittura di Cristina pare meno
ardita, ma sicuramente altrettanto solida ed efficace. Non
si riscontrano episodi interlocutori, e non è poco. Unica
pecca potrebbe essere quella della mancanza di canzoni un po’
più rock o che si discostino dal pur splendido stile
cantautorale. Non a caso gli episodi che preferisco
risultano L’eclisse, Niente di particolare (a parte il
fatto che mi manchi) e Universo, i primi due tra
le tracce più “movimentate” del disco. Complimenti
Cristina… Niente è cambiato anche se tutto sembra diverso…
L’incanto è lo stesso. |
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Moltheni
- Io non sono come te *** |
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Roberto Conti |
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Cosa
riserva la vita, cosa riserva? Sei nuove tracce per l'atteso
ep di Moltheni Io non sono come te. Josè Gonzalez
(il “caso” svedese della passata stagione con le oltre
700 mila copie vendute del suo album d’esordio) e Kalle
Gustafsson (bassista dei The Soundtrack of Our Lives) sono i
complici del nuovo progetto della premiata ditta
Giardini-Canali, quest'ultimo nella veste di produttore
oltre che di spalla di Moltheni, con le atmosfere del suo
piano wurlitzer. Sei tracce dalle sonorità folk, registrate
in Svezia. Non c'è fretta, bisogna solo ascoltare e
lasciarsi trasportare nelle sterminate e sanguinose pianure
dell'amore dove di tanto in tanto si incontrano felici,
ortiche e strani funghetti. Da un piccolo pertugio creato
dalle parole lo sguardo si apre stupito sull'orizzonte del
mondo, è questo il caso della stupenda Giorni cattivi. Bella
anche Tu, ma mielosa se ascoltata troppo. Mai
esagerare, poi si fa indigestione. Attenzione, consigliato
ad un pubblico musicalmente adulto. |
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Smashing
Pumpkins - Zeitgeist *** |
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Giovanna
Oceania |
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Nessuno
ci ridarà più gli Smashing Pumpkins di una volta. Questa
è la trista sentenza che emerge ascoltando Zeitgeist,
recente fatica della band di Corgan. Il disco riparte da
quell’heavy gotico pesantemente disturbato per fermarsi
poco più in là. Corgan ha lavorato due anni con Jimmy
Chamberlin, l’unico dei vecchi compagni che gli ha detto
sì, e una serie di musicisti di studio, affidandosi ai
produttori Terry Date e Roy Thomas Baker. Il risultato è un
album aggressivo, umorale, discontinuo, con poche levate d’ingegno.
Tra i brani che segnalo il singolo Tarantula e United
States, la direzione è ostinatamente rock, ma gli anni
passano per tutti e una linea più sommessa non guasterebbe.
Il disco è comunque discreto, da avere per i cultori della
band e non solo. |
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Nick Drake - Family
tree * |
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Roberto Conti |
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Spiare dal buco della
serratura non era sufficiente, in questo caso hanno
sbirciato pure dalle finestre, dalla cappa del camino e da
tutti gli altri pertugi che hanno trovato. Questo Family
tree propone esperimenti musicali, registrazioni su
cassetta, uncut di un giovane Deake che vanno
dall'interpretazione di Mozart al clarinetto, fino a Tomorrow
is a long time di Dylan; nel set, molto vario, anche due
canzoni cantate dalla madre Molly e un duetto di Nick con la
sorella Gabrielle registrato negli Anni 60. Timido,
sfuggente e malinconico -gli ingredienti di quello che sarà
il carisma drakeiano ci sono già tutti- il giovane Nick
sognava dalla cameretta quello che ancora non sapeva sarebbe
stato in grado di realizzare. Una proposta commerciale un
po' forzata, di qualità audio incerta, ma che sicuramente
saprà ingolosire i fan di Nick Drake. |
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