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Gogol Bordello |
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Con loro gli
americani si sentono più alternativi |
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R. Conti, G. Oceania |
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Sembra
avere avuto un certo successo l'operazione Gogol Bordello,
raro esempio di "coniglio" estratto dal cilindro
del musicbusiness quest'anno. Sarà la moda, saranno le
dritte del marito Guy Ritchie, fatto sta che il bordello del
fu Nikolaj Vasil'evič è diventato addirittura l’ultima
ossessione musicale di Madonna che ha deciso di coinvolgerli
per il Live Heart, nonché nel suo primo film da regista,
"Filth & Wisdom". Sono in otto, giovani e meno
giovani, ucraini, israeliani e russi, due percussioniste, un
leader, Eugenie Hutz, che nel 1986 a 13 anni, dopo il
disastro di Cernobyl lasciò la natia Kiev e passò 7 anni
in un campo profughi dell'est prima di riparare negli Stati
Uniti dove ha fatto fortuna grazie alla sua verve
pazzerella. Recentemente sono stati in Italia per portare in
tour il loro ultimo disco Super Taranta; il titolo
cita la nostra pizzica salentina, musica liberatoria in
grado di far perdere ogni inibizione per il suo ritmo
ossessivo e travolgente (come se si fosse morsi da un ragno,
la taranta appunto); cos' la musica dei Gogol è
figlia dei Carpazi e dei Balcani, di Kusturica e di Bregovic,
mescolata ovviamente a ska e dub, più punk, metal, reggae.
Una miscela non nuova, ma che la moda del momento sta
lanciando più che mai verso una consacrazione che, in
fondo, speriamo non sia tanto rumore per nulla. |
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