Anche
gli Hormonauts a Balla coi cinghiali Gli
Hormonauts dello scozzese (bolognese d'adozione) Andy
McFarlane (cantante e chitarrista) sono stati etichettati
come i nuovi Stray Cats, ma io sono convinto che sia
un'etichetta ingiusta e lo hanno dimostrato anche nella
rassegna Balla coi cinghiali, a Bardineto, in provincia di
Savona, la penultima settimana di agosto. Certo, il genere
musicale è lo stesso rockabilly, ma gli Hormonauts non
hanno nessuna paura di rimanere ingabbiati in un genere, e
si lasciano influenzare senza paura da altri generi
(dall'hard rock al raggae, fino al punk),
"shakerandoli" tutti insieme in un cocktail di
personalità musicale unica... non il solito coca-pampero!
Mini-Skirt è il secondo album del gruppo, ed è un
album maledettamente divertente. Cominci ad ascoltarlo e
non riesci a smettere finchè non è finito, e forse poi
lo vorrai subito riascoltare: nell'album non ci sono
canzoni lente e i ritmi non ti lasciano scampo. Tra tutte
le canzoni spiccano la title track e la cover Tainted
Love.
Gli Hormonauts non vogliono sicuramente comporre canzoni
profonde e riflessive, e di conseguenza i testi sono
scanzonati, divertenti e molto spesso comici (emblematica
da questo punto di vista è I See Two). La chitarra
(a volte distorta) e la voce di McFarlane si fondono senza
sforzo con lo slap bass di Sasso Battaglia e la batteria
dell'eccezionale Paolo Peddis. La rassegna savonese oltre
agli Hormonauts ha dato spazio anche agli Atroci, ai
Torpedo e ad una miriade di band emergenti alcune delle
quali promettenti... altre da raffinare, ma lo spirito di
Balla coi Cinghiali non era di certo quello del festival
di arpa celtica del teatro del vetro di Milano... Roberto
Conti
Hormonauts
e Vallanzaska alla festa di Osnago
Capita spesso di andare a un concerto un po' per caso,
qualche amico te lo propone, tu non sai che fare e
accetti. Questo è uno di quei casi: ma alla fine sono
tornato a casa sorpreso e contento di essermi fatto
trascinare... Il clima è molto tranquillo, accanto al
palco del concerto c'è anche una bellissima fiera che ha
attirato sul posto molta gente, quindi il pubblico è
molto eterogeneo. Alle 10.30 si parte con gli Hormonauts
ed è subito una bella sorpresa: non conoscevo
particolarmente il terzetto, ma l'energia e il
coinvolgimento che hanno trasmesso mi sono sembrati
davvero rari. Propongono un rock con influenze
punkeggianti, ma anche blues. La miscela è strana ed
insolita, come insolito è vedere un gruppo con influenze
punk suonare con un contrabbasso elettrico. Nel concerto,
forse un po' breve, propongono anche alcune cover, tra le
quali l'apprezzata Staing alive. Anche questa volta
i gruppi prodotti dall'Ammonia records dimostrano
di essere di grande qualità. Poi è il turno dei
Vallanzaska. Per la gioia del pubblico che era lì per
loro e per divertirsi con lo ska ballabile e a tratti
demenziale della formazione milanese che non delude le
attese puntando su un repertorio degli album più famosi
(vedi "Cheope" e "Ancora una fetta")
lasciando un po' nel dimenticatoio il più recente, e
probabilmente non ancora assimilato, Si, si, si. No,
no, no. A mezzanotte e mezza (come impongono le regole
sulla musica nei paesini) tutti a casa. Roberto
Conti