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Sono le 19 quando dopo una tediosa
giornata di lavoro arrivo a villa Picchetta a Cameri, vicino
a Novara, dove in serata suonerà Moltheni. Il concerto si
sarebbe dovuto svolgere all’aperto, ma l’immancabile
temporale estivo ha scombinato il tutto costringendo gli
organizzatori ad allestire un set di fortuna all’interno
di una sala della villa monumentale. Appena entro vengo
accolto da Marco, uno degli organizzatori, e da Sara, la
compagna di Moltheni, che mi invitano ad assistere al sound
check. Pochi minuti dopo arriva Moltheni che attacca a fare
i suoni: prova diversi pezzi, anche inediti… è un po’
scocciato per la mancanza della cassa spia, ma nonostante l’inconveniente
e l’acustica della sala non certo ideale, i suoni vengono
conclusi in fretta. Poi è la volta del trio Marcilo Agro e
il duo Maravillha… Intanto per gentile invito di Marco si
parte per la cena. Umberto mi fa salire sulla sua macchina,
che già di per sé è uno spettacolo, piena di oggetti
sparsi ovunque, tra i più curiosi sicuramente una coroncina
di peperoncini, finti naturalmente. Sara e Umberto
commentano il panorama risicolo novarese e le zanzare che
assediano le rive del Ticino.
Eccoci davanti al ristorante che con
grande sorpresa un po’ di tutti è particolarmente
lussuoso. Entriamo, le salette adornate di candele sono
completamente vuote, e veniamo accolti dal proprietario al
quale Moltheni si rivolge dicendo: “In questo locale c’è
odore di gas” poi inizia a gironzolare per la stanza e
aggiunge “a Bologna ogni giorno ci sono fughe di gas…
questo è il mio lavoro” (si riferisce al lavoro di
pompiere).
Concluso il siparietto parte la cena
luculliana (qui ci sta il ringraziamento doveroso a Marco
Colombo per la splendida opportunità) con tanto di
intervista a 360° - di cui riporto ciò che la memoria ha
conservato –
Si parla di tutto un po’, in grande
tranquillità e senza tanti giri di parole, partiamo dai
progetti per il futuro? “In
autunno uscirà un nuovo lavoro che dobbiamo ancora
registrare. Sarà un disco con sonorità differenti rispetto
a Splendore Terrore, più duro, mi piacerebbe dare un’impronta
folk” e di Forma Mentis non se ne farà più
nulla? “Il disco che ho registrato, ma che non è
stato pubblicato è lí nel cassetto, al momento lo sento
distante da quelle che sono le mie influenze… quello era
un disco molto duro alla Queens of the Stone Age che ora mi
appartiene poco, non escludo che alcuni brani possano essere
ripresi, magari con un nuovo arrangiamento, e scelti per il
nuovo album”.
Quando ho ascoltato per la prima volta
un concerto del tour di Splendore Terrore sono
rimasto fortemente perplesso. In passato ti avevo ascoltato
al Mazda Palace a Milano con un concerto elettrico che mi
aveva stupito e poi in duetto con Egle Sommacal a Bergamo.
La formazione con wurlizer e batteria in un primo momento
non mi ha convinto tanto… poi però mi sono ricreduto.
“La data di Milano a cui ti riferisci era, se non sbaglio,
la seconda del tour; il disco non era ancora uscito e
nessuno conosceva i brani, inoltre tutto è stato
organizzato molto in fretta, abbiamo provato poco e il live
era in fase sperimentale. Abbiamo scelto la formazione
a tre un po’ per scelta e un po’ per necessità: il
disco è stato registrato in pochi giorni, con un budget
minimo e dal vivo abbiamo cercato di proporre un suono
leggermente più duro, con l’utilizzo maggiore della
batteria”.
A proposito di batteria, ho notato che
nei vari concerti cambi spesso batterista, ci sarà ancora
Gianluca Schiavon nel prossimo disco? “Splendore
Terrore lo abbiamo registrato con Vittoria Burattini, ex
Massimo Volume, una delle poche batteriste donne in
circolazione. Per il tour però ho chiesto a Gianluca la sua
disponibilità per suonare con noi. Lui ora è impegnato con
gli Yuppie Flu che per altro gli garantiscono un cachet
superiore di quello che al momento gli può garantire
Moltheni… quando lui non è disponibile suono con un altro
batterista, diciamo pure di scorta, ma mi piacerebbe
arrivare ad una formazione definitiva che inevitabilmente è
legata alle prospettive economiche… ne riparleremo a
settembre, faremo un po’ il punto della situazione e
vedremo cosa fare per l’autunno”.
Allora ti chiedo delle indiscrezioni
sul futuro discografico? “In autunno ci sarà un nuovo
lavoro che potrebbe uscire ancora per la Tempesta, con cui
mi trovo benissimo, ho tutta la libertà che desidero, ma
inevitabilmente essendo una piccola etichetta mi offre delle
prospettive di un certo tipo. Ci sono anche possibilità per
una grossa etichetta (non diciamo il nome), staremo a vedere…”
E come stanno andando le vendite di
"Splendore"? “Non
male, siamo intorno alle 4mila copie. Se consideri che non
contiene brani radiofonici e che il video di Limite e
Perfezione è girato pochissimo non mi posso lamentare”.
Ci sono possibilità, magari se andasse in porto il
contratto la discografica che mi dicevi prima, di rivederti
a Sanremo? “Non ti nego che me lo potrebbero anche
proporre, ma non so, ci dovrei pensare… - Qui
intervengo spingendo su Sanremo – Il Festival a cui
hai partecipato nel 2000 e’ stato un bel Festival con
belle canzoni e nomi importanti … Carmen Consoli,
Subsonica, Max Gazzè, mi pare – poi è un’occasione
importante per la visibilità e tutte quelle cose che non ti
dico perché le sai a memoria… “Si c’erano anche
gli Avion Travel, è stato davvero un bel Festival… bho
staremo a vedere, prima vediamo se me lo propongono…”
E dire che un paio di anni fa avevi
detto che avresti voluto smettere.
“Le cose stavano andando molto male, non avevamo date e
venivamo da un disco accolto male”.
Poi ci mettiamo a parlare dei brani
inediti. Mi piace molto oltre a ‘Eternamente…’
che ormai è un classico dei concerti, anche Nato che
ho ascoltato diverso tempo fa. Risponde Sara: “Brani
inediti ce ne sono davvero tanti, alcuni sono ‘passati’
altri li sentirai anche nel concerto di questa sera”.
Andiamo un po’ sul personale: quali
sono i tuoi brani preferiti? “Vediamo… qual è il
tuo di "Splendore"? – rispondo Nel
potere del Legno, ma in generale oltre al ‘Circuito’
direi Zenith e Finta Gioia – Zenit è
davvero figo come pezzo, ma non come l’abbiamo riadattata
dal vivo ora, la versione del disco è uno spettacolo… poi
anche Fiducia nel Nulla Migliore che non per nulla ha
dato il titolo al disco”. Qualche altro progetto?
“Ho appena finito di registrare un cortometraggio che
sarà pronto in autunno, ma non riguarda Moltheni come
progetto musicale” E la partecipazione al cd dei Marta
sui Tubi è confermata? “Ho registrato un coro, ma è
una parte minima non si riconoscerà più di tanto che è la
mia voce, l’hanno mixata pure molto bassa…”.
Poi parliamo un po’ della musica
italiana (domanda classica che stravolgo con: Parliamo del
peggio della musica italiana) – ma evitiamo di fare nomi
per iscritto che è meglio – Lo stuzzico un po’ con
alcune proposte, lui replica con apprezzamenti negativi su
un autore il cui cognome, che finisce per "one" fa
rima con un insulto, e con un “no comment” su quello che
certa stampa ha definito il ‘Battisti delle risaie
novaresi’… chi ha orecchie per intendere… Poi si passa
a parlare dei membri della band, da Pietro Canali che
Umberto definisce come collaboratore insostituibile, al già
citato Gianluca Schiavon, sino agli ex Salvatore Russo (che
al momento e’ impegnato come produttore, ma potrebbe
tornare per collaborare al nuovo disco) sino a Fabio
Petrelli che non sta più a Bologna.
Concludiamo la cena, peraltro
accompagnata da ottimi vini, con un dolce alla lavanda e una
panna cotta ai frutti di bosco invidiabili, e parliamo di
calcio: “Mi dispiace che il Bologna sia retrocesso in
serie B, così il prossimo anno per vedere il Toro dovrò
andare fino a Parma”… la serata prosegue con altri
discorsi in albergo prima del concerto, acustico solo
chitarra e voce.
Dopo il concerto
Come è andato il concerto? Il
concerto è andato bene! “Sí’, dovevo suonare 40 minuti
e ho suonato più di un’ora, neanche me ne sono accorto…”.
Nonostante la pioggia pomeridiana c’era
molta gente, tanti a dire il vero erano venuti per Marcilo
Agro che per chi non lo sapesse è del posto. La
scaletta eseguita non è molto diversa da quella delle
precedenti date del tour con l’aggiunta di un nuovo
inedito, qualcosa del tipo ‘Amore al profumo di alloro’.
Poco prima della fine Moltheni si lamenta per il caldo e le
zanzare, poi saluta tutti con Il Bowling o il Sesso. |