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Palkosceniko
al neon - Resistenza monore ** |
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Roberto Conti |
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Se
dovessimo parlare di Resistenza minore (psicodrammi
e altre forme di governo), il disco dei
Palkosceniko al neon, mettendo in luce gli elementi di
debolezza ci sarebbe molto da dire, ad incominciare
dalla vocalità non all’altezza, dalla scarsa
qualità nella registrazione, alla musica in cui gli
strumenti molto potenti in alcune occasioni
oltrepassano la linea del kaos, ovviamente con la “k”
come nello stile della band.
- Ma non è su questi elementi che mi
voglio soffermare, quanto sulla capacità di coinvolgere
e trascinare di questo gruppo romano. Raccolta l’eredità
di Emidio Clementi e della sua musica recitata e
trasudante di messaggi, i Palkosceniko vanno oltre
spalmando questo sottogenere a canzoni hard core che
hanno l’olezzo del più profondo del disagio sociale,
ma anche del rimpianto per una società che va a rotoli
e di una politica che non convince proprio. Detto
questo, la formazione romana mi conquista in pieno e mi
stupisce con pezzi dalla rara intensità come Coma
o Cura di sé, poi mi delizia con una divertente
cover di Fischia il vento, chiaro manifesto dell’ideologia
del gruppo.
- Nell’abbondanza
di progetti musicali costruiti a tavolino e di cloni fa
piacere scoprire una band che abbia il coraggio di dire
a piena bocca quello che pensa. Un plauso davvero, e se
c’è qualche limite tecnico chissenefrega!
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Kama -
Ho detto a tua mamma che fumi **** |
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Roberto Conti |
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Aspettavo
con una certa trepidazione l’uscita del disco di Kama: dal
vivo la sua band mi aveva convinto con concerti grintosi e
disimpegnati e anche il singolo promozionale pre-album
- Ostello comunale – mi era piaciuto davvero e
aveva le carte in regola per appiccicarsi in testa come si
conviene ad un promo come si deve. Ho detto a tua mamma
che fumi conferma in gran parte le attese: si tratta di
un disco divertente e scanzonato, nel quale il disimpegno e
l’idea di non prendersi troppo sul serio sono proposti con
intelligenza e diligenza, senza cadere mai nello scontato o
in tentazioni di demenzialità. Tra le righe Kama non le
manda certo a dire e si toglie lo sfizio di far riflettere
su qualcosa che va oltre la quotidianità e il privato,
riferimenti ben presenti in tutte le tracce del disco. Tra
gli episodi più incisivi dell’album Oggi ho vinto a
Risiko, Marmitta paralitica oltre ai bei singoli Icaro
ed Ostello comunale. Le canzoni sono efficaci ed
efficienti, per utilizzare una terminologia economica, e
arrivano dritte dritte in quella parte del cervello che non
dimentica facilmente. Nonostante la qualità elevata del
disco (prodotto da Electric Circus/V2, con distribuzione
Edel) probabilmente si poteva osare qualcosa in più per
rendere il tutto un po’ meno monocorde: Marmitta
paralitica, ad esempio, avrebbe graffiato di più con un
arrangiamento più potente e simile alla versione concerto.
Molto positiva invece la linea vocale che rappresenta un
valore aggiunto che dona qualità e consente al disco di
attestarsi sopra la media dell’affollato e variegato
panorama delle nuove proposte musicali.
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