Kama
 
 
Non mangiare la prima cosa che capita... (Vercelli, giugno 2006) Mi duole dirlo ma certe volte il pubblico dei concerti è proprio una palla al piede: ce la mette davvero tutta per far passare la poesia ai gruppi e a chi ai concerti ci va con la sola voglia di ascoltare e di divertirsi. Qualche esempio: “Cazzo che bravi questi Kama”, “ma che genere fanno, sono indie, ma hanno anche delle influenze rock”, oppure “sono tipo i Marta sui tubi”… Ascoltiamo e respiriamo – a pieni polmoni – nella speranza che l’influenza o almeno i suoi germi non ci infettino più di tanto altrimenti domani andrò presentandomi agli amici dicendo “ciao, sono Fabry Fibra”.
Ma veniamo al concerto: dopo l’apertura con i Physique du roll, ecco Kama che è bene ribadirlo non è un gruppo, ma un singolare personaggio di solito munito di un berretto verde e accompagnato da una variopinta band di quattro elementi. Nonostante qualche doléances legata ai problemi tecnici il concerto è piacevole e divertente. I brani mi sono rimasti in mente dallo scorso concerto, nonostante il disco non sia ancora uscito e abbia potuto ascoltare solamente un singolo con due pezzi.
E’ bello ascoltare canzoni che dicono qualcosa… basta a quelle due parole ripetute decine di volte e che solitamente appartengono alla pletora dei sentimenti più superficiali (ridere, piangere, io sì e voi no… nessuno mi capisce, il mondo è cattivo, che lavoro fai), Kama preferisce parlare della guerra come una partita di Risiko o auspicare un ostello comunale gratuito dove i giovani si possano incontrare per amoreggiare… o darsi appuntamento per l’orgia delle 20.30. Ripeto, come nella scorsa recensione, bella voce, chiara potente, intonata (quasi una rarità oggi). Bella band, anche da vedere. Bel concerto. Grazie Kama, grazie band di Kama. Roberto Conti
E' Kama la vera alternativa a Sanremo (Cameri, marzo 2006)
Chi desiderava un’alternativa alla mestizia del Festival di Sanremo, probabilmente il peggiore da quaranta anni a questa parte, sabato scorso a Cameri ha potuto averla con il concerto di Kama, organizzato dall’associazione culturale “I Monatti”, con il supporto dell’Amministrazione comunale.
L’artista milanese, accompagnato da un’ottima band, ha regalato momenti di buona suggestione: canzoni che parlano della vita di tutti i giorni, vista e vissuta quasi fosse un gioco che ne riesce a cogliere le fragilità, come gli inaspettati lati ironici. “Ostello comunale” il singolo d’esordio con l’etichetta Electric Cyrcus è l’apripista di un album che sarà a breve nei negozi e che dovrebbe confermare, considerando anche l’esibizione impeccabile del concerto, quanto di buono hanno anticipato le recensioni musicali. Alessandro Camattini riesce a conciliare potenti qualità vocali, ironia, divertimento con una sottile analisi delle sfaccettature mentali dei personaggi che analizza, probabilmente derivanti dalla sua formazione psicologica. <Questa canzone l’ho scritta per Sanremo – ha scherzato Kama – ma l’hanno scartata perché non era all’altezza>, ce ne fossero di progetti così azzeccati e originali, forse non ci toccherebbe sentir tubare i piccioni... Buona la presenza e la partecipazione del pubblico, anche se l’ingresso gratuito avrebbe meritato una maggiore gratificazione. Kama prende per mano gli spettatori e li accompagna nel suo “mondo”, descrivendo situazioni, desideri, attitudini personali, ma che si rispecchiano pienamente in una generazione tutto sommato ottimista che si specchia nelle fotografie musicali proposte da Kama. Roberto Conti

 

 

 
 
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