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Le luci della centrale elettrica - Canzoni da spiaggia deturpata
Roberto Conti
Disco tra i più interessanti degli ultimi anni quello di Le luci della centrale elettrica, pseudonimo dietro cui si cela il giovane Vasco Brondi da Ferrara. Canzoni da spiaggia deturpata è un urlo cieco, dirompente denuncia di una società a mezze tinte in cui il nostro destino sembra essere quello di spegnerci lentamente quanto inesorabilmente. Ed è proprio contro questo “fato” che si leva l’urlo disperato e talvolta infiammato (anche nel senso delle corde vocali) di Vasco.   
Il linguaggio si esprime in tutta la sua virulenza e costituisce l’ossatura portante del disco in cui Vasco canta, suona la chitarra e gli effetti: una facilità di scrittura non comune, siamo di fronte alla "rivalsa linguistica del musicista precario" che rivela una cesura profonda tra sé e quanti si limiterebbero a dire che c'è crisi dappertutto.
Ma il solco non è solo linguistico. E’ una generazione senza futuro a parlare, una generazione dal "pensiero forzatamente corto", una generazione "dalle passioni tristi". Il futuro non è più una promessa. Una generazione adulta che con i suoi privilegi incombe sulle spalle dei giovani, imprigionandoli (in questi cazzo di anni zero) come crisalidi nel bozzolo di un'età ovattata e irreale, che si dilata senza limiti.
Dieci canzoni che meritano solo di essere ascoltate, unico flusso di coscienza nel quale non si alternano episodi belli o brutti: è un unicum espressivo che fa bene al cervello. I riferimenti? In primis il richiamo va al circuito dei suonatori indipendenti (i CCCP non ci sono davvero più?!?), ai flussi di coscienza vecchi e nuovi di Giorgio Canali (che ha lavorato, gratis, alla produzione del disco), ma anche a Rino Gaetano, a Moltheni e ai Tre allegri ragazzi morti, almeno per l’attitudine. 
Adolescenza senza termine, che non riesce a trovare la fine, il fine o il confine, perché il traguardo è sempre oltre. Questo disco descrive con coraggio e impazienza un segmento di vita. “E ci piscino pure addosso gli angeli e i conoscenti morti negli incidenti stradali”.
 
 

on line da ottobre 2004