Luciano Ligabue
 
 
Difficile da dimenticare il concerto a teatro  18 novembre, ore 21.00 : Teatro degli Arcimboldi, Milano - Da un po’ mi chiedevo come sarebbe stato. Come sarebbe stato vedere Luciano in versione acustica, teatrale, intima. Là mezz'ora prima del concerto l'ho passata a guardarmi intorno, per gustarmi le facce di chi, come me, attende di emozionarsi. E mi piacciono.
Mi piacciono le signore che aspettano chiacchierando con le amiche; mi piacciono le ragazzine che stanno preparando i loro telefonini per fare foto ricordo; mi piacciono le coppie di innamorati che già aspettano la "loro canzone".
Si apre il sipario: si comincia. Le note di Lettera a G" fanno sentire a gran parte dei presenti un brivido lungo la schiena interminabile. Luciano è seduto e appena può, sottolinea che a teatro bisognerebbe far silenzio, ma lui vuole che si faccia solo ciò che fa stare meglio. Tutti si sentono a casa, magia nell'aria. L'adrenalina sale. Le facce di prima, sorridono. Sorridono tutte. Non immaginavo fosse così questo concerto. Siamo a teatro, ma non c'è niente che renda il tutto rilassato, lineare.
E come al solito è un crescendo di emozioni. Le note di Ho messo via fanno scendere qualche lacrima ad alcuni dei presenti. Luciano è tra i più bravi a tirare fuori qualche ricordo dal cuore. Mauro Pagani è un vulcano, la Band non poteva essere migliore. Mel Previte al sax una scoperta sensazionale. Si passa da Leggero a L'amore conta, passando da Questa è la mia vita. Ogni brano un'emozione, ogni nota un brivido. Le due ore volano velocemente.
Sul finale arriva Elisa ed insieme cantano Gli Ostacoli del Cuore, brano che Luciano ha scritto proprio per l'artista friulana. Si chiude il sipario. Questa, per molti, è stata la "notte da scartare come un pacco di Natale". Difficile dimenticarla, difficile non sentirla ancora addosso. Nadia Venturini
 
"Grazie di cuore Luciano" - 10 settembre 2005 - Campovolo Reggio Emilia
Se n’era parlato talmente tanto che pensavo di essere almeno un po’ preparata a tutto quello che sarebbe accaduto, ma arrivata al Campovolo ben poco era come uno si sarebbe aspettato: tutto era più grande, più bello, più tutto.
Uno spiazzo immenso, palchi straordinari e tanta tanta gente.
Ti siedi. Difendi per ore il tuo metro quadrato di spazio, ma alla fine sei costretto ad arrenderti e ad alzarti.
Il tempo scorre troppo lento ed è scandito da qualcuno che ogni ora urla qualcosa del tipo “Dai che ci siamo, mancano solo 7 ore!”, seguito da urla e applausi.
Vicino a me c’è uno che somiglia, così dicono, al Liga: non lo lasciano in pace un minuto, cercano di vendere a cinque euro una foto con lui in varie versioni tra cui “Ligabue bagnato”, “Ligabue addormentato” fino al “Ligabue bevuto” , ma falliscono ogni volta  (io fin dall’inizio dubitavo che ce l’avrebbero fatta).
Qualcuno canta, altri giocano a carte, alcuni cercano di dormire altri ancora litigano e imprecano contro quelli che, praticamente, camminano sopra di loro.
Il pomeriggio al Campovolo è aperto da due dj. 
Oggi si fa Ligachannel (la radio ufficiale di Ligabue www.ligachannel.com) dal vivo.
I due dj aprono la festa ricordando il record di 170.000 persone e aggiungendo che al Campovolo siamo in “170.000 fan del Rock’n Roll”.
Parte la musica. Il meglio del Rock: Nirvana, U2, Lennon, R.E.M. e molto altro.
Poi, la prima esibizione dal vivo: i Piccoli Omicidi.
Cerco di stare attenta nonostante tutta la gente che urla, parla, spinge e mi calpesta. 
L’audio è un po’ quello che è: parte degli impianti è restata infatti spenta per tutto il pomeriggio.
Da quello che sono riuscita a sentire posso però dire con sicurezza che quello dei Piccoli Omicidi è davvero un buon sound, un buon rock; insomma... se lo meritavano di stare lì.
La breve esibizione del gruppo Reggiano è seguita da un po’ di musica con i dj e poi dal concerto de Il Nucleo, gruppo emiliano già abbastanza conosciuto (non a caso durante l’esecuzione di Sospeso, il pezzo grazie al quale raggiunsero il successo un paio di anni fa circa, non sono poche le persone che cantano con loro).
Durante il pomeriggio si esibiscono L’Aura che oltre ad avere una voce incantevole è davvero brava al piano, i Rio gruppo nel quale suona (la chitarra) il fratello minore di Ligabue, (anche loro già conosciuti da molti grazie al singolo Sei quella per me) ed i Folkkabbestia gruppo che suona pezzi dalla matrice folk-popolare.
Con Bennato, poi,tutti si sono scatenati ed hanno urlato e cantato a squarciagola la classica Il gatto e la volpe e Sono solo canzonette. Ultima, Elisa... che dire? Davvero fantastica.
Durante l’esibizione tutti sono affascinati dalla sua voce anche se ormai l’impazienza di vedere Ligabue fa da padrona.
Poi finalmente i mega schermi si accendono: una freccia indica la terra che gira e ci ricorda che noi siamo proprio lì, al Campovolo, in duecentomila.
Entra Ligabue. Attacca il Giorno dei giorni, il nuovo singolo.
Sugli schermi il video. E’ emozionato, lo si sente. Deve essere stata una vera botta (in senso buono) per lui trovarsi lì davanti a duecentomila persone paganti per vederlo ed ascoltarlo.
“Ci siete davvero, allora non era una balla!. Ho un’informazione di servizio: ci siamo anche noi!” e via con I Ragazzi sono in giro.
Tutti cantano, tutti urlano, tutti sono emozionati.
Continuo a ripetermi che è meraviglioso, stupendo! Mentre canto con Ligabue e con altri duecentomila fan.
La mia amica urla come una pazza ma quando inquadrano Poggipollini alla chitarra, non so come, riesce ad urlare un po’ di più.
Ligabue si sposta correndo verso il palco “Solo” dove si esibisce voce e chitarra e dedica una canzone del nuovo album, “Sono qui per l’ amore”, alle vittime di New Orleans. Poi mentre si sposta verso il Palco “vintage”, dove ad aspettarlo ci sono i Clandestino,
il coro del monte Cusna introduce Libera nos a Malo.
Con i Clandestino canta e suona alcuni dei suoi pezzi più vecchi come Bambolina e Barracuda e Sarà un bel Souvenir, un ottimo “ritrovo” fra il Liga e la sua vecchia band che lo aveva accompagnato dall’esordio fino ai primi successi.
Lo spettacolo prosegue con l’esibizione sul palco “Teatro” con Mauro Pagani.
Mi trovo davanti a quel palco. Quando Ligabue sale lì ed attacca Una vita da mediano ho le lacrime agli occhi.
Un’esibizione straordinaria con un Mauro Pagani fantastico, un maestro, che ha chiuso lo show sul palco “teatro” con un assolo di violino lasciando tutti senza parole.
E’ stato un vero, grande trionfo anche per il vecchio compagno di De Andrè.
Luciano da lì è tornato sul palco "Main" a suonare di nuovo con “la Banda”.
Poggipollini si toglie la maglietta. Luciano ricomincia a cantare. Non sembra stanco. Sembra davvero felice, come me, come noi tutti.
Il concerto si conclude con Urlando contro il cielo e con Leggero.
Quest’ultima canzone è eseguita in modo tale che tutti possano sentirsi circondati dalla musica di Luciano: la Banda suona sul palco "Main", i Clandestino sul "Vintage", Pagani al violino sul palco "Teatro" e Ligabue sul palco "Solo".
Alla fine Luciano ringrazia tutti di cuore, io penso che un po’ tutti vorremmo replicare con un “Grazie a te per questa serata indimenticabile!”.
Si, per l’ennesima volta sono contenta di poter dire “Grazie di cuore Luciano. Alla prossima!”.  Erika Carminati
 
 
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