Linea 77 - Horror vacui **
  Roberto Conti
 
Niente di nuovo sotto il sole per i Linea 77 con questo nuovo disco Horror vacui. L'assenza di novità tuttavia non rappresenta necessariamente uno standard negativo. Tutt'altro: dieci pezzi, cinque in italiano e cinque in inglese, che riproducono tutta l'energia live della band torinese. Le registrazioni infatti, avvenute a Los Angeles, assomigliano molto ad una presa diretta. Piacevoli, energiche, ottimi biglietti da visita per la musica italiana, le canzoni non si discostano molto dai dischi precedenti dei Linea (alcune somiglianze testuali sono anche piuttosto imbarazzanti), nonostante il nuovo produttore. Le sonorità, ancora piuttosto originali per il panorama italiano, sono invece una broda già freddina all'estero. Troppo facile e a tratti inopportuno potrebbe essere l'accostamento ai Linkin Park, ma appiccicare una scomoda etichetta è l'ultima cosa che vogliamo fare... Brani segnalati: Il mostro, Sempre meglio. Poi c'è il duetto con Tiziano Ferro, I sogni rispendono: i fan storcono il naso, ma i giornali ne parlano e questo, si sa, è sempre bene.
 

Toilette memoria - Io, tu e le turbe ***
Roberto Conti
 
Incrociamo le dita per i Toilette memoria, formazione promettente che di più non si può. Io, tu e le turbe è il loro primo disco e già dimostra una completezza ragguardevole, una tensione sonora che in molti dovrebbero invidiare. Certo il nome, che richiama l’omonimo disco di Moltheni del 2006, indica dei riferimenti piuttosto chiari, più nell’intento comunicativo che nelle sonorità in sé che mantengono corposa originalità fluttuando tra rock (molti lo definirebbero a seconda del periodo storico post-rock, indie-rock, o sticazzi-rock) e cantautorato. Con una netta predominanza del primo sul secondo.
Ascoltando Senza annegare o Goodbye la mente va, esplora strade nuove, percorsi complicati, prendendosi tutto il tempo che serve. Poi la batteria inventa soluzioni interessanti, il basso è sempre presente, il piano garantisce un tappeto sonoro morbido, non trascurando qualche deviazione psichedelica (L’alba ci disperde). Non male i testi, sarebbero perfetti con qualche metafora e qualche graffio in più.
 

Madama Morè - Trenta giorni di **
  Giovanna Oceania
  Ognuno di noi deve fare con quello che ha, senza inseguire riferimenti inarrivabili e lontani dalle nostre attitudini. Spesso infatti è proprio mettendo a nudo i sentimenti più autentici che riusciamo ad esprimere la nostra essenza più profonda. E' questo il caso dei bergamaschi Madama Morè, il loro Trenta giorni di è ricco di spunti molto buoni, sia a livello di scrittura testuale che di musica (in particolare per la batteria), ma manca un po' in fase di arrangiamento: i brani risultano davvero troppo lunghi, partono forte ma poi scendono in picchiata disarticolandosi e perdendo la via maestra della forma canzone (che fino a prova contraria alterna strofa e ritornello) verso discutibili derive psichedeliche. Questo si registra un po' in tutte le canzoni, in particolare nella open track La gioia omicida. Raggiungere una migliore miscela degli ingredienti che ora sono a disposizione, questo il primo passo per una band promettente ma che con questo demo sembra ambire a territori troppo ostili. Brano da segnalare: Prima vera follia.
 

Emblema - Chi tocca i fili... **
Giovanna Oceania
E’ l’alba, siamo on the road a bordo di una decappottabile con il nostro compagno/a al fianco.
Che facciamo? Andiamo a casa a dormire, oppure presi da un’irrefrenabile impulso sessuale diamo spettacolo incuranti di eventuali passanti? Bene, ascoltando questo Chi tocca i fili… non mi sono riuscita a dare una risposta. Un disco onesto, con una solida ossatura musicale, piuttosto classico a dire la verità. Ma forse dovrebbero osare qualcosa di più gli Emblema, band romagnola piacevole da ascoltare in un disco di 9 tracce cantato in italiano. Questi “fili” bisognerebbe se non toccarli, almeno sfiorarli per dare qualche scossa in più al tutto, un fremito, un titillìo, e i miglioramenti possono esserci sicuramente…
A livello testuale si registra coerenza nel mantenere una scrittura descrittiva. La musica come detto è lineare ma efficace. Tra gli episodi da citare Lenta cadrà, brano più evocativo del disco che piace di più ascolto dopo ascolto, poi Polvere e Illusione perfida… Una sufficienza piena nell’ascolto su disco. Probabilmente la resa è superiore dal vivo, dove il sottofondo degli Emblema riuscirebbe senza dubbio ad accontentare la maggior parte del pubblico, dal palato già arcipreparato a sonorità non lontane da un certo Ligabue. Stefano Massari, il cantante che compare in una foto molto sexy del booklet, può invece ricordare un mix tra Grignani e Daniele Groff.
 
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