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Alle Piccole iene |
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Marta sui tubi
inaugurano Keep on |
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Roberto Conti |
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Metti
una sera in quel delle Piccole Iene a sentire i Marta
sui tubi. Metti che il concerto della serata sia l’apertura
del Keep on 2008 e prima dei Marta ci siano due
splendidi gruppi come Il disordine delle cose e i Naif…
metti anche che le due band facciano un duetto
ricordando per attitudine i migliori Scisma. Poi (metti)
l’inizio del concerto dei Marta sui tubi e i miei
amici un po’ scettici che sembrano gradire…
- Giovanni, il cantante, ha una loquela
che se non sapessi le parole delle canzoni mi
tramortirebbe. Carmelo Pipitone (spero non sia parente
della piccola Denise) ha una chitarra acustica che suona
per un reggimento, Ivan una batteria versatile. Ehi! Ah,
ah. Ehi! Ah, ah.
- Nel live si alternano pezzi tratti dal
recente dvd Nudi e crudi con brani dei due dischi
precedenti Muscoli e dei e C’è gente che
deve dormire.
- Mi soffermo su qualche episodio: in Volè
l’onomatopea dei suoni e delle parole richiama una
partita da tennis, occasione ghiotta per divertirsi con
il pubblico (e con Marco Manzella, l’organizzatore del
Keep on). Poi –applauditissime- Vecchi difetti
e Le cose cambiano (e con loro anche le persone
che… no quella è un’altra canzone!) creano ruderi
di magia e io mi accoccolo sulla poltrona dell’ex sala
cinematografica che ospita le Piccole iene.

- Poi con Stitichezza cronica il pubblico
ha un sobbalzo e canta le parole velocissime “Ci
aiuteranno a vincere l’Aiz/ha ammazzato una brava
suora…”.
- Le mie preferite sono le più lente: Perché
non pensi niente “basta stare bene per non stare
troppo male/altalene che restano ferme a metà”… poi
quell’intermezzo musicale che vorrei non finisse mai…
“Caro Marco ti scrivo dal profondo del mare/ nascosto
dentro a un giardino di coralli/al riparo dagli squali,
ma invisibile dalle sirene/quando ne ho voglia alzo gli
occhi e guardo il sole attraverso un milione di miliardi
di metri cubi d’acqua/ e finalmente non mi bruciano
più gli occhi”.
- L’Amaro amore la canticchio
sempre anche quando sono in auto.
- L’abbandono è forse il pezzo
che mi appartiene di più, con questa cadenza ossessiva,
un po’ da psicoanalisi, e le parole ripetute con le
voci che si mischiano nel finale in un grumoso
crescendo.
- La bellezza della musica dei Marta sui
tubi è tale che ascoltandola si rischia di non goderne
appieno tanto è abbondante di rimandi e significati.
Usando un termine piemontesissimo è “blageur”,
ovviamente con valenza solo positiva. Concerto finito.
felici e contenti si torna a casa.
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