MiAmi 2006
  Quanta roba...
  Roberto Conti
 

Quanta roba al MiAmi festival della musica indipendente e dei baci, una due giorni organizzata da RockIt all’idroscalo di Milano. Due i palchi. Sul “Sandro Pertini”, (“Italiani Brava Gente”) hanno trovato pulpito una scarica di gruppi al cui live è impossibile resistere. Dopo il forfait di alcuni big come i Baustelle ecco i nomi confermati per il 9 di giugno, giornata più pop: Yuppie Flu, Bugo, Amari, Moltheni, I Cosi, Masoko, Numero 6, Sunday Morning, Egokid. Per il giorno seguente, sabato 10: Giardini Di Mirò, The Death Of Anna Karina, Ardecore, Three Second Kiss, Fine Before You Came, Violetta Beauregarde, Rosolina Mar, Small Jackets, Les Fauves, Hot Gossip, Fiub. Sul Palco La Collinetta, sorta di anfiteatro naturale, nomi di altrettanta caratura per un’esibizione più stretta: dimensione intimistica e vena emozionale esaltata: Diaframma, Alessandro Grazian, Father Murphy, En Roco, Mr Brace, The Union Frego, Cesare Basile, Ronin, Mojomatics, Bob Corn, Morkobot, Mr. Henry, Baby Blue, Deep End.

Questi i concerti che abbiamo visto noi...

ALESSANDRO GRAZIAN: Con una voce d’angelo vibra nel cielo toccando le nuvole e disegnando soffici arzigogoli sui pentragrammi disegnati dalla scia degli aerei. Tra parole a volte claustrofobiche spesso racchiude una grazia infinita. Caduto, come una piuma si adagerà sulla Collinetta. Per ammaliare... e a volte annoiare.

ROSOLINA MAR: Da anni, anche grazie alla loro cementata amicizia-collaborazione con la spinesca Wallace, sono fra le più chiacchierati band strumentali italiane. E a ragione. Perché la loro formula due chitarre e batteria mischia Don Caballero e Slint in un coito jazzy-post-rock quasi orgiastico. Spalancarete la bocca, lingua a tappeto rosso. 

GIARDINI DI MIRO’: Li abbiamo visti crescere. Li abbiamo sentiti crescere, e poi rallentare, e poi esplodere. Fino all’Emo-zione Pura e al coinvolgimento completo. Perdersi dentro i Giardini di Mirò. Che ci onorano della loro post-presenza, onorati di Sandro Pertini, sul quale presenteranno anche i brani nuovi. E alzeremo il pugno... 

LES FAUVES: Super sexy rock’n’roll. E quando li sentirete, ma anche e soprattutto li vedrete, capirete perché: feroci con grazia, eleganti anche nell’irruenza. Una farfalla che sbatte le ali nell’istante dell’orgasmo, rende bene l’idea. Eccitanti.

BUGO: La macchina Bugatti scoppietta ancora, e lo sguardo di Bugo è decisamente contemporaneo. Cantautore dal sentimento (w)esternato senza troppi peli sulla lingua e con qualche Montenegro di troppo sullo stomaco, al MiAmi c’arriva con una band nuova e un disco nuovo su cui Giorgio Canali non ha potuto fare più di tanti mircoli... Il concerto piace (ai fan), diverte (i fan), le canzoni restano in testa (anche non ai fan)... Che lavoro fai?

NUMERO 6: Erano i Laghisecchi, ed erano bravi. Poi sono arrivati i Numero 6, e le settimane inaspettate in cima alla classifica di Trl. Ora, un nuovo album. Che verticalizza e va al sodo. Dosi di pop incastrato tra trilli synthetici e manciate di parole giuste. Come il libero che dalla tre quarti lancia la punta. Millimetricamente.

AMARI: Sono esplosi come una bolla di sapone dopo anni segnati da qualche scivolone di troppo. Sorpresa annunciata e gruppo di punta della Riotmaker, mischiano il sacro al profano, Casino Royale e Battisti, testi da eterni venticinquenni e produzione curatissima. Bolognina (pop) revolution. Per ballare fra i colori. Conoscere gente sul treno rimane come fosse una canzone di Bugo, ma bella.

VIOLETTA BEUREGARDE: Una furia. Il punk aggiornato all’anno 2000. Un assalto analogico. Se ancora la pensate (ex)signorina svestita con più o meno cervello, siete fuori gioco. Qui è roba vera al 100%. Amare o odiare, i compromessi lasciati fuori dai cancelli.

MOLTHENI: Suona in piedi e c'è un bassista, Giacomo Fiorenza, queste le novità da Moltheni. Quasi tutte anteprime del nuovo Toilette Memoria, lavoro che svelerà un sig. Giardini inedito... credeva di essere un dente marcio, invece rivela un sorriso smaliante. Il concerto è splendido, mi domando come mai prima suoni prima di Amari e Bugo e non dopo.

FIUB: Se ne inizia a parlare qua e là, con sempre maggiore convinzione. C’è chi li ha visti e dice che spaccano il triplo dei White  Stripes. Chissà. Di certo hanno piglio e tiro giusti per quel buon vecchio Rock’n’roll, ruvido e grezzo, che ascoltava qualche vostro zio matto.

I COSI: Garage-trio-beat puro anni ’60, tra cui il chitarrista di Morgan (che – tra l’altro – lì ha così battezzati). Una roba da pazzi. Niente da invidiare filologicamente a quanto sta avvenendo in Uk: là riprendono i Jam, quì si rifanno i Corvi. Tutto in italiano. Bellissimo. Col cuore che batte a 24.000 baci al secondo.

 YUPPIE FLU: Punta di diamante dell’indie-pop nostrano. Il loro ultimo disco è in giro da 1 anno e ancora non mi sono stancato di ascoltarlo, qualcosa vorrà pur dire... Colorati, melodici, dolcissimi, sognanti. Trovano una via europea alla faccenda. E ci piace vederli lì, a degna chiusura della prima serata, un po' di grazia dopo Bugo.

 
 
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on line da ottobre 2004