Quanta roba al MiAmi
festival della musica indipendente e dei baci, una due
giorni organizzata da RockIt all’idroscalo di Milano.
Due i palchi. Sul “Sandro Pertini”, (“Italiani Brava
Gente”) hanno trovato pulpito una scarica di gruppi al
cui live è impossibile resistere. Dopo il forfait di
alcuni big come i Baustelle ecco i nomi confermati per il
9 di giugno, giornata più pop: Yuppie Flu, Bugo, Amari,
Moltheni, I Cosi, Masoko, Numero 6, Sunday Morning, Egokid.
Per il giorno seguente, sabato 10: Giardini Di Mirò, The
Death Of Anna Karina, Ardecore, Three Second Kiss, Fine
Before You Came, Violetta Beauregarde, Rosolina Mar, Small
Jackets, Les Fauves, Hot Gossip, Fiub. Sul Palco La
Collinetta, sorta di anfiteatro naturale, nomi di
altrettanta caratura per un’esibizione più stretta:
dimensione intimistica e vena emozionale esaltata:
Diaframma, Alessandro Grazian, Father Murphy, En Roco, Mr
Brace, The Union Frego, Cesare Basile, Ronin, Mojomatics,
Bob Corn, Morkobot, Mr. Henry, Baby Blue, Deep End.
Questi
i concerti che abbiamo visto noi...
ALESSANDRO
GRAZIAN: Con una voce d’angelo vibra nel cielo toccando
le nuvole e disegnando soffici arzigogoli sui pentragrammi
disegnati dalla scia degli aerei. Tra parole a volte
claustrofobiche spesso racchiude una grazia infinita. Caduto,
come una piuma si adagerà sulla Collinetta. Per
ammaliare... e a volte annoiare.
ROSOLINA MAR: Da anni,
anche grazie alla loro cementata
amicizia-collaborazione con la spinesca Wallace, sono fra
le più chiacchierati band strumentali italiane. E a
ragione. Perché la loro formula due chitarre e batteria
mischia Don Caballero e Slint in un coito jazzy-post-rock
quasi orgiastico. Spalancarete la bocca, lingua a tappeto
rosso.
GIARDINI
DI MIRO’: Li abbiamo visti crescere. Li abbiamo sentiti
crescere, e poi rallentare, e poi esplodere. Fino all’Emo-zione
Pura e al coinvolgimento completo. Perdersi dentro i
Giardini di Mirò. Che ci onorano della loro
post-presenza, onorati di Sandro Pertini, sul quale
presenteranno anche i brani nuovi. E alzeremo il
pugno...
LES FAUVES: Super sexy
rock’n’roll. E quando li sentirete, ma anche e
soprattutto li vedrete, capirete perché: feroci con
grazia, eleganti anche nell’irruenza. Una farfalla che
sbatte le ali nell’istante dell’orgasmo, rende bene l’idea.
Eccitanti.
BUGO:
La macchina Bugatti scoppietta ancora, e lo sguardo di
Bugo è decisamente contemporaneo. Cantautore dal
sentimento (w)esternato senza troppi peli sulla lingua e
con qualche Montenegro di troppo sullo stomaco, al MiAmi c’arriva
con una band nuova e un disco nuovo su cui Giorgio Canali
non ha potuto fare più di tanti mircoli... Il concerto
piace (ai fan), diverte (i fan), le canzoni restano in
testa (anche non ai fan)... Che lavoro fai?
NUMERO 6: Erano i
Laghisecchi, ed erano bravi. Poi sono arrivati i Numero 6,
e le settimane inaspettate in cima alla classifica di Trl.
Ora, un nuovo album. Che verticalizza e va al sodo. Dosi
di pop incastrato tra trilli synthetici e manciate di
parole giuste. Come il libero che dalla tre quarti lancia
la punta. Millimetricamente.
AMARI:
Sono esplosi come una bolla di sapone dopo anni segnati da
qualche scivolone di troppo. Sorpresa annunciata e gruppo
di punta della Riotmaker, mischiano il sacro al profano,
Casino Royale e Battisti, testi da eterni venticinquenni e
produzione curatissima. Bolognina (pop) revolution. Per
ballare fra i colori. Conoscere gente sul treno
rimane come fosse una canzone di Bugo, ma bella.
VIOLETTA BEUREGARDE:
Una furia. Il punk aggiornato all’anno 2000. Un assalto
analogico. Se ancora la pensate (ex)signorina svestita con
più o meno cervello, siete fuori gioco. Qui è roba vera
al 100%. Amare o odiare, i compromessi lasciati fuori dai
cancelli.
MOLTHENI:
Suona in piedi e c'è un bassista, Giacomo Fiorenza,
queste le novità da Moltheni. Quasi tutte anteprime del
nuovo Toilette Memoria, lavoro che svelerà un sig.
Giardini inedito... credeva di essere un dente marcio,
invece rivela un sorriso smaliante. Il concerto è
splendido, mi domando come mai prima suoni prima di Amari
e Bugo e non dopo.
FIUB: Se ne inizia a
parlare qua e là, con sempre maggiore convinzione. C’è
chi li ha visti e dice che spaccano il triplo dei White
Stripes. Chissà. Di certo hanno piglio e tiro giusti per
quel buon vecchio Rock’n’roll, ruvido e grezzo, che
ascoltava qualche vostro zio matto.
I
COSI: Garage-trio-beat puro anni ’60, tra cui il
chitarrista di Morgan (che – tra l’altro – lì ha
così battezzati). Una roba da pazzi. Niente da invidiare
filologicamente a quanto sta avvenendo in Uk: là
riprendono i Jam, quì si rifanno i Corvi. Tutto in
italiano. Bellissimo. Col cuore che batte a 24.000 baci al
secondo.
YUPPIE
FLU: Punta di diamante dell’indie-pop nostrano. Il loro
ultimo disco è in giro da 1 anno e ancora non mi sono
stancato di ascoltarlo, qualcosa vorrà pur dire...
Colorati, melodici, dolcissimi, sognanti. Trovano una via
europea alla faccenda. E ci piace vederli lì, a degna
chiusura della prima serata, un po' di grazia dopo Bugo.