Vi raccontiamo
il festival come lo abbiamo vissuto noi...
Roberto
Conti, Gabriele Miglio, Laura Calgaro, Cristina Zaga
Potenza
visionaria, maestria, capacità di scompaginare l'usato
e il previsto. Sperimentazione, stridori
metallici, campionature, impasti vocali, melodie
dolcissime e mantra, percussioni afro, rock e
molto molto altro. Anche noi c’eravamo al MiAmi e ve lo
raccontiamo, a modo nostro naturalmente! Ecco cosa nel bene
e nel male ci ha colpito.
Venerdì:
Cielo piangi pioggia fredda su di me... – Ci
doveva essere il cast più promettente, invece è stato
piuttosto deludente. La pioggia è stata l’unica a non
abbandonarci mai. La verve dei gruppi invece se ne è andata
ben presto contribuendo ad una serata nel complesso
deludente, floscia e senza particolari spunti da segnalare.
A deludere sono stati proprio i gruppi più attesi: Yuppie
Flu e Amor Fou hanno svolto il loro compitino
senza infamia e senza lode, i primi scegliendo una scaletta
asfittica con troppi pezzi dell’ancora non rodato (dal
pubblico) Fragile forest, i secondi perdendosi dietro
ad arrangiamenti debolissimi per una performance live nella
quale le loro pur splendide canzoni non hanno affatto
colpito. Paolo Benvegnù, giusto per continuare nella rima, ha
invece regalato una mezzora di splendore con una performance
vibrante, proponendo i migliori brani del repertorio solista
(naturalmente qualcosa degli Scisma sarebbe stato
graditissimo), in particolare dell’ultimo Le labbra. Ancora
mi risuonava nelle orecchie la splendida Suggestionabili,
ma ecco Meg a rovinare il sogno con le sue
campionature noiosissime e la sua voce stridula, pessima e
quantomai mal riuscita imitazione di Bjork. Davvero noiosa:
l’unico suo merito è quello di aver smosso il sopito
pubblico milanese… Qualcuno le ha consigliato di buttarsi
nell’umido, con non poco sarcasmo visto che a Napoli la
differenziata non esiste.
Positivissimo il reading di Emidio Clementi, che tra
poco uscirà con un nuovo romanzo per Rizzoli: il suo
ritorno impreziosisce la serata: il fatto stesso di poter
scambiare due parole con lui vale per intiero il prezzo del
biglietto! Una
nota sui gruppi del pomeriggio: bravi i Venezia. Bene
Don Vito e i Veleno e gli A classic education.
Grazie anche al cantante degli Io?Drama, più che le
tue urla sguaiate hanno potuto i tuoi pantaloni che hanno
assorbito non poca dell’acqua depositata sul prato del
Magnolia.
Sabato – Pif, pif...
Sabato, l’unico dei tre
giorni in cui la pioggia non fa da padrona, cade solo
qualche goccia verso sera, si possono quindi godere al
massimo le esibizioni anche sul palco Sandro Pertini
senza l’impiccio dell’ombrello.
Serata
tutta da ballare partendo dai Disco drive con cui
è quasi impossibile stare fermi e non cantare:
ritornelli incalzanti che si imparano facilmente e
rimangono in testa anche a fine concerto e come non
bastasse ben due batterie per tenere alto il livello di
casino.
Seguono Red
worms’ farm con cui il pubblico già caldo
continua nella sua opera di salta e balla, un gruppo
davvero niente male che sicuramente ha fatto una buona
impressione.
Piccola
pausa ed ecco i The zen circus che alternano
canzoni in inglese a canzoni in italiano, le seconde
decisamente migliori. Ottima performance live anche per
il gruppo toscano.
Un salto
all’altro palco per vedere finire Le luci della centrale
elettrica che tra caldo e rottura della chitarra ha
i suoi bei problemi. Tuttavia il pubblico ammassato
all’interno del Magnolia trasformato in un piccolo
forno dà il suo completo appoggio urlando le canzoni.
Ultima band
della serata i the Hormonauts dallo psycho-billy
irresistibile, è stata l’apoteosi della giornata:
pogo, spintoni, saltelli dalla prima all’ultima
canzone.
Premio
genialata va ai The calorifer is very hot, non
solo per il nome o per l’esibizione al di sopra di
quanto mi sarei aspettato, ma per aver utilizzato come
strumento musicale una pompa delle bicicletta. Ebbene
si! C’è stato un ragazzo che per l’intera durata di
una canzone ha mosso su e giù lo stantuffo della pompa.
Pif, pif…
Domenica:
Io amo le gite fuori porta – Il nostro sgamo
per portare dentro la birra oggi sembrava non funzionare:
ecco allora che dobbiamo doverosamente ringraziare un
gentile venditore di magliette che ce le ha imboscate tra le
sue mercanzie...
Piove (che novità) e mi domando come i ricci della
platinata cantante dei Le blanche alchimie possano
restare così vaporosi. Da notare assolutamente anche il
vestitino bianco di lei, diventato attillato e trasparente a
causa dell’umidità. Ognuno usa le armi che ha, ma alla
fine erano anche bravi!
Poi ecco i Granturismo, sorprendenti e caldi nel
proporre canzoni di tradizionale matrice rock. Dalla
partecipazione al MiAmi ci avranno guadagnato almeno qualche
grupies…
Non male gli Ogm. I Fratelli Calafuria, che
piacciono tantissimo a Cristina, scacciano via la pioggia
con il fumo che esce dai loro corpi e non stanno fermi un
secondo: il loro è un mix di sonorità anni Novanta, funky,
e giochi di parole in falsetto. Pok.
Vera sorpresa delle serata sono assolutamente i Sikitikis
– già per il nome palindromo hanno tutta la mia stima –
Quando da Casasonica mi mandarono il loro disco B non
ne fui affatto colpito, dal vivo invece il gruppo sardo si
presenta come una muraglia di energia, sonorità
elettroniche, ballabilissime e potenti che per certi versi
possono ricordare i migliori Subsonica, quelli degli esordi. Uochi toki e Truceklan ci consentono di andare
a mangiare qualcosa senza il minimo rimpianto.
Poi un’ulteriore graditissima sorpresa arriva dai TheMojomatisc: adrenalina al 100%, brani eseguiti
impeccabilmente, il loro Don’t pretend that you know me
conferma la band tra le migliori della scena rock’n roll
italiana. Bravissimi.
Già dispero per l’arrivo di Bugo (che i nostri
lettori più assidui sapranno non consideriamo certo un
modello da imitare). Invece anche Cristiano da San Martino
(di Trecate) sfodera una performance memorabile e
divertente, che mi convince a rivedere gran parte del
pessimo giudizio maturato in tutto questo tempo. Elettronica
e arrangiamenti quasi dance danno aria nuova alle sue
canzoni, privandole del fare sgraziato quel tanto che basta
per renderle degne di essere definite belle canzoni. Il
divertimento che lui ci mette e il suo fare unico fanno il
resto e rendono anche la sua performance decisamente da
ricordare. Una nota (bellissima la copertina in stile Nick
Drake). Clap,
clap, clap, congratulazioni serata splendida. MiAmi batte
Vasco (che nelle medesime sere tanto per cambiare gremiva
San Siro) 3-0.
La gente
del MiAmi - La mano mia vuole stringer la mano tua... Ecco
una carrellata sul pubblico del MiAmi, perché oltre alla
musica i veri protagonisti sono i ragazzi che ogni anno
sempre più numerosi rispondono a questo
bell'appuntamento... Nonostante la pioggia e i concerti di
Vasco a San Siro. Quelli sotto, invece, siamo noi.