Pillole dal MiAmi 2008

Vi raccontiamo il festival come lo abbiamo vissuto noi...

  Roberto Conti, Gabriele Miglio, Laura Calgaro, Cristina Zaga
 

Potenza visionaria, maestria, capacità di scompaginare l'usato e il previsto. Sperimentazione, stridori metallici, campionature, impasti vocali, melodie dolcissime e mantra, percussioni afro, rock e molto molto altro. Anche noi c’eravamo al MiAmi e ve lo raccontiamo, a modo nostro naturalmente! Ecco cosa nel bene e nel male ci ha colpito.

Venerdì: Cielo piangi pioggia fredda su di me... – Ci doveva essere il cast più promettente, invece è stato piuttosto deludente. La pioggia è stata l’unica a non abbandonarci mai. La verve dei gruppi invece se ne è andata ben presto contribuendo ad una serata nel complesso deludente, floscia e senza particolari spunti da segnalare. A deludere sono stati proprio i gruppi più attesi: Yuppie Flu e Amor Fou hanno svolto il loro compitino senza infamia e senza lode, i primi scegliendo una scaletta asfittica con troppi pezzi dell’ancora non rodato (dal pubblico) Fragile forest, i secondi perdendosi dietro ad arrangiamenti debolissimi per una performance live nella quale le loro pur splendide canzoni non hanno affatto colpito.
Paolo Benvegnù, giusto per continuare nella rima, ha invece regalato una mezzora di splendore con una performance vibrante, proponendo i migliori brani del repertorio solista (naturalmente qualcosa degli Scisma sarebbe stato graditissimo), in particolare dell’ultimo Le labbra. Ancora mi risuonava nelle orecchie la splendida Suggestionabili, ma ecco Meg a rovinare il sogno con le sue campionature noiosissime e la sua voce stridula, pessima e quantomai mal riuscita imitazione di Bjork. Davvero noiosa: l’unico suo merito è quello di aver smosso il sopito pubblico milanese… Qualcuno le ha consigliato di buttarsi nell’umido, con non poco sarcasmo visto che a Napoli la differenziata non esiste.
Positivissimo il reading di Emidio Clementi, che tra poco uscirà con un nuovo romanzo per Rizzoli: il suo ritorno impreziosisce la serata: il fatto stesso di poter scambiare due parole con lui vale per intiero il prezzo del biglietto!
Una nota sui gruppi del pomeriggio: bravi i Venezia. Bene Don Vito e i Veleno e gli A classic education. Grazie anche al cantante degli Io?Drama, più che le tue urla sguaiate hanno potuto i tuoi pantaloni che hanno assorbito non poca dell’acqua depositata sul prato del Magnolia.

Sabato – Pif, pif... Sabato, l’unico dei tre giorni in cui la pioggia non fa da padrona, cade solo qualche goccia verso sera, si possono quindi godere al massimo le esibizioni anche sul palco Sandro Pertini senza l’impiccio dell’ombrello.
Serata tutta da ballare partendo dai Disco drive con cui è quasi impossibile stare fermi e non cantare: ritornelli incalzanti che si imparano facilmente e rimangono in testa anche a fine concerto e come non bastasse ben due batterie per tenere alto il livello di casino.
Seguono Red worms’ farm con cui il pubblico già caldo continua nella sua opera di salta e balla, un gruppo davvero niente male che sicuramente ha fatto una buona impressione.
Piccola pausa ed ecco i The zen circus che alternano canzoni in inglese a canzoni in italiano, le seconde decisamente migliori. Ottima performance live anche per il gruppo toscano.
Un salto all’altro palco per vedere finire Le luci della centrale elettrica che tra caldo e rottura della chitarra ha i suoi bei problemi. Tuttavia il pubblico ammassato all’interno del Magnolia trasformato in un piccolo forno dà il suo completo appoggio urlando le canzoni.
Ultima band della serata i the Hormonauts dallo psycho-billy irresistibile, è stata l’apoteosi della giornata: pogo, spintoni, saltelli dalla prima all’ultima canzone.
Premio genialata va ai The calorifer is very hot, non solo per il nome o per l’esibizione al di sopra di quanto mi sarei aspettato, ma per aver utilizzato come strumento musicale una pompa delle bicicletta. Ebbene si! C’è stato un ragazzo che per l’intera durata di una canzone ha mosso su e giù lo stantuffo della pompa. Pif, pif…
 

Domenica: Io amo le gite fuori porta – Il nostro sgamo per portare dentro la birra oggi sembrava non funzionare: ecco allora che dobbiamo doverosamente ringraziare un gentile venditore di magliette che ce le ha imboscate tra le sue mercanzie...
Piove (che novità) e mi domando come i ricci della platinata cantante dei Le blanche alchimie possano restare così vaporosi. Da notare assolutamente anche il vestitino bianco di lei, diventato attillato e trasparente a causa dell’umidità. Ognuno usa le armi che ha, ma alla fine erano anche bravi!
Poi ecco i Granturismo, sorprendenti e caldi nel proporre canzoni di tradizionale matrice rock. Dalla partecipazione al MiAmi ci avranno guadagnato almeno qualche grupies…
Non male gli Ogm. I Fratelli Calafuria, che piacciono tantissimo a Cristina, scacciano via la pioggia con il fumo che esce dai loro corpi e non stanno fermi un secondo: il loro è un mix di sonorità anni Novanta, funky, e giochi di parole in falsetto. Pok.
Vera sorpresa delle serata sono assolutamente i Sikitikis – già per il nome palindromo hanno tutta la mia stima – Quando da Casasonica mi mandarono il loro disco B non ne fui affatto colpito, dal vivo invece il gruppo sardo si presenta come una muraglia di energia, sonorità elettroniche, ballabilissime e potenti che per certi versi possono ricordare i migliori Subsonica, quelli degli esordi.
Uochi toki e Truceklan ci consentono di andare a mangiare qualcosa senza il minimo rimpianto.
Poi un’ulteriore graditissima sorpresa arriva dai The Mojomatisc: adrenalina al 100%, brani eseguiti impeccabilmente, il loro Don’t pretend that you know me conferma la band tra le migliori della scena rock’n roll italiana. Bravissimi.


Già dispero per l’arrivo di Bugo (che i nostri lettori più assidui sapranno non consideriamo certo un modello da imitare). Invece anche Cristiano da San Martino (di Trecate) sfodera una performance memorabile e divertente, che mi convince a rivedere gran parte del pessimo giudizio maturato in tutto questo tempo. Elettronica e arrangiamenti quasi dance danno aria nuova alle sue canzoni, privandole del fare sgraziato quel tanto che basta per renderle degne di essere definite belle canzoni. Il divertimento che lui ci mette e il suo fare unico fanno il resto e rendono anche la sua performance decisamente da ricordare. Una nota (bellissima la copertina in stile Nick Drake).
Clap, clap, clap, congratulazioni serata splendida. MiAmi batte Vasco (che nelle medesime sere tanto per cambiare gremiva San Siro) 3-0.

 

La gente del MiAmi - La mano mia vuole stringer la mano tua...
Ecco una carrellata sul pubblico del MiAmi, perché oltre alla musica i veri protagonisti sono i ragazzi che ogni anno sempre più numerosi rispondono a questo bell'appuntamento... Nonostante la pioggia e i concerti di Vasco a San Siro. Quelli sotto, invece, siamo noi.
 


 
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