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Motivazioni vincitori 2010
Racconti
Primo classificato: BRUNO BIANCO (Odori)
Il racconto di Bruno Bianco è, nello stesso tempo,
un quadro d’ambiente (le vicende economico-sociali di una piccola città
di provincia sullo scorcio del secondo ’900) e un’emblematica
storia personale (un giovane che parte per fare ritorno trent’anni
dopo). Nell’immaginaria Val Marella – che molto assomiglia alla Val
Bormida – c’è una fabbrica chimica che dà lavoro a quasi 3000
dipendenti, ma uccide il fiume in cui riversa gli scarichi tossici, uccide
l’aria con una puzza insopportabile (puzza di letame che letame non era)
e uccide molte vite umane, portate via dal cancro. Le battaglie per l’ambiente,
la crisi, la chiusura, lo smantellamento, la riconversione mai attuata, la
disoccupazione, i giovani che se ne vanno: è una lunga e dolorosa
sequenza, che noi valbormidesi conosciamo bene. Quando il protagonista
ritorna, ormai cinquantenne, in un primo momento sembra non reggere alla
desolazione e vorrebbe subito ripartire; ma quando risente l’antica
puzza di letame – questa volta, però, si tratta di letame vero, che un
contadino sta spargendo in un campo – decide di restare. Ha trovato,
forse, un punto da cui poter ripartire.
Secondo classificato: MARCO AMALFITANO (Venuti da
lontano…)
I venuti da lontano di questo racconto sono una
coppia sfasciata di ex sessantottini della periferia di Milano. Come tutti
quelli della loro generazione, credevano di venire da lontano per andare
lontano. Invece lui, cinquantenne, è invecchiato nel corpo e nell’anima:
grottescamente adiposo, non crede più a niente; festeggia il compleanno
in un bar qualunque sbronzandosi con pessimo vino, in totale solitudine,
perché la compagna lo ha appena lasciato, non sopportando più il suo
squallido imborghesimento. Ma anche lei non è da meno: insoddisfatta e in
disarmo, vorrebbe indietro i suoi anni, al cui solo pensiero prova un’angoscia
che le fa venir voglia di urlare. Partecipa ad una deludente festa di
Rifondazione, dove sbotta contro l’impotenza della sinistra e finisce a
letto con uno sconosciuto. Proprio mentre meccanicamente… con aria
distratta si slaccia il reggiseno, dal televisore le giungono il volto e
la voce di un signore col lifting bardato di cerone che garantisce al
popolo italiano che l’amore vincerà ancora una volta sull’invidia e
sull’odio. Con tutte le forze, allora, maledice l’ex compagno e l’intero
Sessantotto. Marco Amalfitano delinea un quadro davvero amaro, un triste
ritratto di una generazione fallita che inciampa nelle proprie macerie.
Terza classificata: EMANUELA BOSISIO (Un
filo di sangue)
Con un taglio in parte lirico e in parte narrativo,
l’autrice evoca un personaggio che rappresenta per lei un eroico simbolo
di dedizione e sacrificio. Si tratta di un partigiano, Erminio, ucciso a
21 anni e ricordato da un cippo eretto nel luogo della sua morte. Proprio
in prossimità di quel luogo è nata ed ha trascorso tutta la sua
esistenza di ragazza, moglie e madre la narratrice, che per lungo tempo,
però, ha ignorato quella pietra grigia e ciò che essa testimonia: il
personaggio e la tragica vicenda di Erminio. Ora, idealmente scrive a quel
giovane partigiano, per scusarsi di non essersi troppo a lungo accorta di
lui e per rendergli il debito onore: grazie a lui – e ai giovani come
lui – lei è potuta nascere e vivere in un paese libero. Erminio –
come un novello e diverso Dorian Gray – è rimasto per sempre giovane,
perché perennemente giovane è – dovrebbe essere – il suo esempio di
supremo sacrificio per la libertà. Davvero, quello di Emanuela Bosisio,
è un accorato e sincero tributo alla Resistenza e ai suoi valori più
alti.
Poesia
Primo classificato: ALBERTO CALLEGARO
(Le complicanze affettive)
La raccolta di Alberto Callegaro si può definire un diario minimo
sentimentale, in cui l’autore rivisita alcuni tratti del proprio vissuto
e, nello stesso tempo, si esercita a prenderne le distanze, in vista di
una decisiva metabolizzazione critica. Strumento formale di questa
salutare passeggiata nell’io è l’ironia, magistralmente applicata
nell’intera gamma delle sue varianti: dal registro amaro a quello
leggero e quasi giocoso, dalle punte di sarcasmo alla parodia lirica. La
perizia tecnica è, d’altronde, il dato formale più evidente della
poesia di Callegaro: i versi sono apparentemente liberi, ma ben
consapevoli delle misure metriche (basti notare l’attenzione al
ritmo, l’uso sapiente del verso sdrucciolo, della rima e delle
altre figure di suono); ben ponderate le scelte lessicali, con voluta
alternanza di livelli bassi e alti, e abili gli intrecci ad effetto di
significanti e significati (fino alle soglia del puro “divertimento”,
come, ad esempio, nel testo Giovani fuscelli).
Storie per bambini
Primo cassificato: VALENTINA SARMENGHI (Una cisterna d'amore)
Il racconto di Valentina Sarnenghi ha
saputo centrare più di ogni altro il tema del concorso, il risparmio
dell'acqua.
Con piglio fresco e leggero, un messaggio ecologista filtrato attraverso
una storia d'amore infantile con al centro una cisterna d'acqua.
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