Gianna Nannini

In 5mila per il concerto di Varese

  Monica Curino
 
I fan di tutto il Novarese e del Vco la attendevano a Novara in una delle date del suo strepitoso “Giannabest tour”. Una tournèe che, in queste settimane, sta riscotendo ovunque il sold out, tanto da meritare pagine e pagine di articoli sui principali giornali nazionali e locali e servizi nei Tg delle più importanti testate nazionali.
A fine anno, però, con la pubblicazione delle date di tutto il tour, i supporter novaresi della rockeuse senese Gianna Nannini hanno dovuto arrendersi: bisognerà ancora attendere per avere la signora del rock nazionale e internazionale in città, colei che, prima dei vari Nek e Pausini, è stata capace di esportare la musica italiana oltre il confine delle Alpi, dalla Francia alla Germania all’Inghilterra e sino al Sudamerica.
Ciononostante, i nanniniani non si arrendono facilmente e, pur di assistere a un concerto della loro beniamina, si portano ovunque: si organizzano macchinate, pullmini, tutto pur di assistere allo show che un vero e proprio animale da palcoscenico sa mettere in scena ogni volta, a ogni data della tournèe, senza mai risparmiarsi e senza mai lesinare un grammo di energia. Gianna Nannini dà tutto al suo pubblico durante i suoi concerti, delle vere e proprie feste di musica e di adrenalina da fare invidia a chiunque.
E così è stato fatto martedì 4 marzo, a Varese, in una sorta di anteprima della mega tournèe che, sino al 6 aprile, porterà Gianna Nannini, vincitrice autorale dell’ultimo Festival di Sanremo con “Colpo di fulmine”, nei principali palazzetti dello sport italiani. Un tour che ha registrato ovunque il tutto esaurito e che, a Milano e a Roma, ha visto l’artista dover raddoppiare le date, tanto forte era la richiesta. Nella capitale le due date sono già andate in scena, mandando in visibilio fan e non solo. A Milano, il 14 marzo, è andata in scena la prima data, la seconda, che chiuderà questa prima parte della tournèe (tutti si augurano, infatti, ci sia una ripresa anche estiva), è in programma domenica 6 aprile. Qui ci sarà una grande festa.
Tornando al 4 marzo, al Palawhirpool, partenza di buon’ora da Novara e arrivo intorno alle 19 al Palazzetto. All’esterno già centinaia e centinaia di fan di tutte le età. Sì, perché la musica di Gianna Nannini è traversale: piace a tutti, bambini, ragazzi, trentenni, quarantenni, famiglie intere e persone anche già, in un certo senso, attempate.
Tutti pronti ad assistere a un’ennesima strepitosa performance della rocker dal cuore tenero. Vedere Gianna Nannini dal vivo è qualcosa di davvero unico, quasi indescrivibile. Ha quasi 52 anni, ma non li dimostra. Corre, parla col pubblico, si getta sui fan, scherza. E poi la sua voce, unica e inimitabile, incanta fan di ogni età ovunque.
E così mi sono messa in autostrada, sperando di non perdermi. All’interno della struttura varesina, poi, la conferma di come sarebbe stato qualcosa di indimenticabile: un’atmosfera unica, un palazzetto pieno in ogni ordine di posti. La nota più bella, la presenza di trentenni, ma anche di persone più attempate, anche signore anziane e di giovanissimi. E poi intere famiglie e molti ragazzi disabili, anche loro elettrizzati dall’aver lì davanti, tra non molto, la propria cantante preferita.
Grande l’attesa per il via a questa anteprima assoluta della tournèe. Una serata che già promette bene dal palco, a forma romboidale e con una lunga passerella, dove tutti hanno immediatamente, come poi è accaduto, immaginato le corse della piccola grande donna del rock internazionale. Non si vedeva l’ora che si alzasse il sipario sullo spettacolo. Ed ecco, alle 21.17, l’entrata dei musicisti della band. Alle 21.18, poi, un vero e proprio boato accoglie l’ingresso sul palco della cantante: una vera ovazione.
Sin dai primi istanti si capisce che Gianna Nannini è in forma più che mai, con quell’inizio accattivante con Mosca Cieca (brano dell’ultimo cd Giannabest e ispirato alla vicenda della giornalista russa Anna Politkovskaja) e che tutti i fortunati del Palawhirpool vivranno una serata, uno spettacolo che non dimenticheranno per decenni.
Nella carrellata di brani di ieri e di oggi, dopo Mosca cieca (in lizza per il premio Amnesty 2008), ecco Possiamo sempre (brano del fortunatissimo cd Grazie 2006) e poi altro successo, questa volta datato 1988, con Revolution. Difficile non saltare anche se si è in giro per il palazzetto cercando di fare delle fotografie. Il ritmo, la musica, la voce di Gianna trascinano anche quando si è arrampicati su un palchetto per riuscire a scattare le istantanee. Si fa clic e, al contempo, si danza e si segue la musica…
Quarta canzone il primo singolo estratto da Giannabest, quel Suicidio d’amore, trasmesso per mesi e mesi da tutte le radio. E poi Profumo, che scatena i fan più storici, quelli che seguono la “Gianna” dagli inizi. Dopo un avvio veloce e rockeggiante, la cantante prende in mano il violino e intona Un desiderio. E’ stato, però, solo un break, prima di un altro brano molto adrenalinico come Radio Baccano. Trova spazio anche Mura mura, brano che andrà a far parte del musical dedicato alla vicenda della nobildonna senese Pia De Tolomei, probabilmente in scena entro la fine dell’anno.
Seguono Amandoti, cover di un brano di Lindo Ferretti e, tra gli applausi, Sei nell’anima, ormai un classico della canzone, già un sempreverde, un vero e proprio evergreen. Sono seguite Io, Fotoromanza, Latin lover, Dea. E, quindi, sedutasi al pianoforte, due brani di grande impatto: Una luce e Notti senza cuore, capolavori di poesia.
Il rock e il ritmo tornano subito dopo con California e America, brani che contano già una ventina di anni ma che mantengono ancora il loro smalto. Si passa, quindi, a Scandalo, Aria, I maschi e, quindi, Meravigliosa creatura. Qui il pubblico si alza tutto in piedi e tributa allo scatenato ‘folletto’ una vera e propria standing ovation.
Piccola pausa e Gianna Nannini riprende in mano il microfono e canta il secondo singolo estratto da Giannabest, Pazienza.
Grande sorpresa, infine, con Sola con la vela, una ghost track presente nell’ultimo cd. Si tratta della prima canzone scritta dalla cantautrice nel 1971. Un brano che racconta di una delusione d’amore e che l’artista portava in giro per i concorsi canori dell’epoca. A seguire, dopo una pausa che aveva fatto pensare a molti che lo show fosse finito, un medley di Bello e impossibile e di Avventuriera. A chiudere, invece, dopo due ore e mezzo di intense e vibranti emozioni, la struggente “Un giorno disumano”.
Un continuo alternarsi di scosse d’energia e di ballate romantiche, che hanno entusiasmato i 5mila del Palawhirpool. A far da corollario alla musica una serie di immagini proposte sul gigantesco schermo acceso alle spalle della band. Da qui sono apparse foto di una Nannini giovanissima. Immagini dalle quali emerge, più che mai, lo stesso sguardo magnetico di oggi. Uno sguardo magnetico che ipnotizza e spinge i fan a seguirla ovunque. L’appuntamento, ora, è al prossimo concerto, la speranza è che sia a Novara, dove l’artista manca dal 1991.

 

 
 
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