INCONTRIAMO Park Avenue
  Il disco lo abbiamo nel cassetto, ora aspettiamo l'occasione giusta...
  Marco Colombo
 

I Park Avenue sono una formazione novarese che si è messa in luce in concorsi di primo piano. Grazie ad un produttore, la svolta e un disco che aspetta l'occasione giusta per venire allo scoperto. Ci siamo fatti raccontare qualcosa in più da Federico, Marcello e Vinicio, tre dei quattro Park Avenue.

Cominciamo a raccontare per chi non vi conosce come nasce il progetto Park Avenue?
Federico - Come tante altre band ci siamo trovati dopo tanti anni e abbiamo deciso di condividere questo progetto, poi sai per le solite cose... farsi qualche ragazzina... Siamo ragazzi che suonano da tanto tempo e abbiamo pensato che il metterci insieme potesse essere una buona occasione per fare anche della buona musica.

Dall’unico pezzo ascoltabile su Myspace mi sono venute in mente sonorità un po’ brit pop, stile Oasis, dunque quali sono le band del panorama italiano o di quello internazionale, se ci sono, che vi hanno maggiormente influenzato?
Federico - Senz’altro tutta la scena degli anni 60/70. Poi degli anni 90 l’amore per gli Oasis, per me erano i nuovi Beatles (bestemmia, ndr). Mi piaceva tutto di loro, anche se naturalmente Green day, Nirvana sono stati il background di quando facevo le scuole medie.

Invece Marcello, per quanto riguarda i tuoi ascolti?
Marcello - Ho un background legermente diverso, anche se le band inglesi son piaciute anche a me. In passato, più che di Beatles ero appassionato di Pink Floyd. In seguito ho avuto tutta la fase hard rock e metal, fino alla musica italiana anni 60/70. Ho suonato in diversi gruppi diversissimi.
Federico - La progressiva… sì mi piace molto.
Marcello - La Pfm, Battisti… Comunque penso che i Beatles siano quelli che in qualche modo hanno influenzato un po’ tutti.
E tu Vinicio?
Vinicio
- Ma che dire... Anche io un po’ come Cello arrivo dal metal, dal trash... ma ho sempre ascoltato la musica anni 60 e 70.

 A questo punto parlerei del tanto atteso album?
Federico - Noi siamo stati tra quei gruppi fortunati e privilegiati che son stati avvicinati da un produttore. Un ragazzo giovane di Milano, ma che lavora anche all’estero, che ha voglia di emergere ed è quasi diventato uno di noi.
Noi collaboriamo con lui da un anno e da parte sua c’è stato un lavoro di maturazione e di crescita, avere un’esperienza con lui ci sta aiutando a diventare più “professionisti”.
Siamo partiti da una manciata di nostre canzoni che avevamo già pronte da tempo e lui ci ha dato delle impostazioni migliori per il live, a me sulla scrittura, agli altri sugli arrangiamenti.
Il lavoro di composizione dei brani ci vede tutti coinvolti, poi portiamo i pezzi al produttore che ci dà magari dei consigli su come migliorali... e così è nato poi tutto l’album.

 Ma il nome di questo produttore si può fare?
Federico - Sì certo... si chiama Fabio Gargiulo. L’album, siccome l’anno scorso avevamo fatto molta pre produzione, è nato con l’idea appunto di ritornare poi sui pezzi dopo alcuni mesi di live e già così ci siamo accorti che alcune cose le avevamo migliorate...
Poi nel mese di agosto, ai Batch studio di Milano, che adesso sono di proprietà di Toto Cutugno (e effettivamente per un gruppo emergente è un lusso andare lì) e in un mese abbiamo registrato una ventina di pezzi: una decina erano quelli vecchi, due tre nuovi e le altri nate direttamente in studio. Di questi 20 pezzi ne saranno scelti in via definitiva 13 o 14, ma noi non sappiamo ancora bene quale sarà la track list.
Solo i singoli sono già sicuri e li stiamo già suonando dal vivo... e la cosa che ci ha fatto piacere è sapere che il nostro produttore ci consideri già in una fase di maturazione… certo non definitiva.
Siamo un gruppo giovane e che ha voglia di sperimentare, andiamo dalla canzone molto rock stile brit che tu hai sentito sul nostro MySpace a contaminazioni più stile Codplay e Radiohead, abbiamo sì il filone melodico, lavoriamo molto sulla voce, per creare nei quattro minuti della canzone qualcosa che possa rimanere alle persone senza però essere troppo scontati...
Non abbiamo certo la pretesa di dire che noi facciamo della musica del tutto nuova, ma vogliamo creare un prodotto che, per chi ci dovesse ascoltare una seconda volta, possa essere riconoscibile in maniera quasi inequivocabile. Quindi, in definitiva, avere un produttore esterno è importante perchè ti vede con un occhio diverso.
Penso di averti detto tutto su come sarà il nuovo album.
Vinicio – Il mese di registrazione è stato davvero intenso perchè eravamo chiusi in studio, pensando solo alla nostra musica... Il compito di Fabio (Gargiulo, ndr) è stato quello difficile di tirare fuori il meglio di ciascuno di noi. Ci ha dato delle dritte che magari noi nemmeno immaginavamo minimamente.
Marcello - C’è anche da dire che noi abbiamo sempre seguito i consigli che ci ha dato, ci siamo fidati di lui e siamo stati intelligenti a seguirlo mettendo a volte da parte le scelte che eravamo abituati a fare da soli.

 Condivido, tanti gruppi che poi son diventati famosi sono stati guidati da grandi produttori o arrangiatori
Vinicio - Il risultato si sente comunque.

Avete intenzione di fare uno showcase per la presentazione dell’album?
Federico - Fondamentalmente lo facciamo già tutte e volte che suoniamo ma certamente una volta uscito l’ album faremo una presentazione ufficiale, per gli amici...
Marcello - Tra l’altro anche questo posto (Officine Sonore, ndr) potrebbe essere ideale.

 Il nostro sito si occupa anche di realtà emergenti, qualche consiglio per i nostri lettori?
Federico -  Ho vissuto alcuni anni a Torino ed è una città che ha una realtà underground molto viva e particolare, che a me piace molto, come ad esempio il gruppo che suonerà con noi questa sera, The Afterglow: hanno già pubblicato un album con la Emi, un altro gruppo che ci piace molto sono The Scrubble, hanno molto gusto e fanno un rock raffinato, a me poi piacciono diversi gruppi della realtà di Napoli, che é un po’ la Torino del sud, anche a Novara ci sono gruppi emergenti interessanti, ma a Novara è difficile... C’è una strana mentalità.
Vinicio - Purtroppo Novara non offre nemmeno molte luoghi per suonare.
Federico - Ma alla fine che te ne frega... Noi i primi tempi abbiamo anche suonato in dei posti con davanti nessuno, però dopo la gavetta abbiamo suonato anche davanti a tanta gente e non te lo insegna nessuno, eppure alla fine ci siamo stupiti anche noi di quanto eravamo bravi... come ad esempio a Praga, avevamo davanti tantissime persone, e dopo i primi momenti in cui mi tremavano le gambe abbiamo suonato con molta sicurezza. Certo noi dobbiamo migliorare ancora, e il giorno in cui non sentirò più il bisogno di migliorarmi me ne starò a casa.

 Dove vedete i Park fra un paio di anni?
Marcello – Oh, dai questa porta rogna!! (risata generale).
Federico - Io mi vedo tranquillo.
Vinicio - Io mi vedo qui a Vercelli. “Live in Vercelli”
Federico - Posso aggiungere, spero con una bella figa di fianco!

Ma questa la posso mettere?...mica che poi qualche fidanzata gelosa”
Federico - Tranquillo… io sono single (ma è un appello!?, ndrc)

 Cosa pensate del circuito indipendente italiano, del Mei, ci credete o non ci credete?
Vinicio - Sono stato al Mei due o tre volte ma, non ci credo moltissimo!
Federico - Io non ci credo per niente... Non si fanno così le cose... Mi ha dato l’idea di una accozzaglia di etichette e generi e nessuno alla fine viene realmente aiutato, nelle major piaci o non piaci perchè loro giustamente ci mettono i soldi, nell’indipendente comunque c’è molto razzismo nel senso che anche loro a volte hanno dei clichè legati all’alternativo e perciò se non fai roba strana vieni in un qualche modo discriminato... a volte ancor di più delle major.

 Bene, io ho finito. Assisterò al live di cui farò una recensione. Grazie
Federico: Il live ti piacerà sicuramente



 
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