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Franz Goria voce e chitarra dei Petrol, una tra le più valevoli e
originali band di casa nostra, a poco più di un anno
dall’uscita del loro primo album “Dal fondo” ,
risponde per noi ad alcune domande…
Il 2007 è stato l’anno dell’uscita
del vostro primo album e un periodo di numerosi live.
Proprio riguardo ai live, facendo un resoconto, quali sono
le esperienze che più vi sono rimaste? E cosa vi aspettate
dalle prossime date?
Non è facile fare una classifica delle date, credo sia
arduo per qualsiasi gruppo, perché ogni data è diversa,
nel bene e nel male, e per noi sono state sicuramente tutte
importanti. Una grande soddisfazione è stata quella di
aprire l’Indipendent Days Festival 2008 a Bologna,
suonando sullo stesso palco di due gruppi che abbiamo sempre
amato, i Tool e i Nine Inch Nails. Il pubblico ci ha accolto
molto positivamente e la carica adrenalinica era alta tanto
quanto il sole che ci impediva di vedere se i nostri
pedalini fossero accesi o meno. Non saprei dire se abbiamo
fatto una buona performance ma certamente abbiamo suonato
mettendoci tutta l’anima e molta energia, e credo che
questo fosse visibile. La cosa più bella, che accade a
tutti i nostri concerti, è notare come molte persone tra il
pubblico conoscano a memoria I testi delle nostre canzoni.
E’ qualcosa di impagabile e che ti da ogni volta la forza
per andare avanti capendo che quello che stai facendo e
dicendo significa qualcosa anche per qualcun altro.
Un altro progetto che vi ha visto coinvolti nell’ultimo
periodo, insieme ad altri gruppi di Casasonica, è la
creazione di una colonna sonora del romanzo “Manituana”
del collettivo Wu Ming. Cosa ci potete raccontare di
questa insolita esperienza creativa?
E’ stata un’esperienza anomala e per questo l’abbiamo
accolta con molto entusiasmo. Inoltre poter essere coinvolti
in un progetto del collettivo WU MING, amati fin dai tempi
di Luther Blisset, ci ha lusingato profondamente. Il
risultato è stato un brano strumentale scritto di getto e
molto evocativo. Da poco tra l’altro gli abbiamo aggiunto
un testo e lo stiamo portando dal vivo.
Nella vostra presentazione ufficiale si
legge: “forse i Petrol sarebbero piaciuti anche ad Antonin
Artaud”. Che cosa avete da condividere, voi Petrol,
artisticamente o ideologicamente, con quella grande mente
rivoluzionaria del secolo scorso?
Più che un ipotesi è un augurio e anche una domanda per la
quale siamo consapevoli non avremo mai una risposta. La
citazione di Artaud però fa capire bene da dove arrivi una
parte delle ispirazioni dei Petrol, soprattutto per quanto
riguarda l’aspetto visionario e il tentativo di descrivere
la realtà attraverso metafore a volte surreali.
Guardandovi attorno che cosa vi piace particolarmente
della contemporanea scena musicale italiana? Quali sono i
gruppi e gli album recenti che voi avete apprezzato da
semplici ascoltatori e musicisti?
Perdonami ma non riesco a vedere una "scena musicale
contemporanea italiana", non riesco a vedere dei gruppi
che possano essere rappresentati da un qualche
raggruppamento stilistico o di contenuti. Per un verso tutto
ciò potrebbe apparire negativo, mentre credo sia solo lo
specchio dei nostri tempi, del fatto che mancano dei punti
di aggregazione generale ed è sempre più difficile
costruirsi un senso di appartenenza. D'altro canto però
questa condizione fa si che i musicisti sperimentino
maggiormente sentendosi slegati e difficilmente costretti
dai cliché. Se devo dirti uno dei gruppi che ho ascoltato
più volentieri e vissuto come una boccata d'aria fresca
sono certamente "il teatro degli orrori".
L'amicizia che lega me e Pierpaolo aumenta il mio giudizio
positivo nei confronti del loro progetto facendomi
comprendere meglio il percorso creativo da cui deriva. Mi è
piaciuto l'ultimo disco dei Verdena e continuano a piacermi
le canzoni di Moltheni, soprattutto i testi e l'attitudine.
Tra le novità poi sicuramente Le luci della centrale
elettrica. Un progetto folk punk cantautorale, ricco
di citazioni e omaggi, dai contenuti critici e aspri.
Quello che manca in Italia oggi sono delle belle canzoni
italiane, mancano i cantautori, manca chi evita di essere
politicamente corretto, mancano gli spazi nei media
ufficiali per la musica indipendente, mancano delle belle
stazioni radio, mancano delle politiche di supporto al mondo
dello spettacolo, per chi fa musica, per chi non riesce più
a vendere dischi, per chi scrive parole cercando di dire la
verità e senza preoccuparsi troppo di non dare fastidio.
Credo sia un periodo di passaggio, e come tutti questi
periodi sono convinto che servirà per dare vita a qualcosa
di nuovo e diverso. E ancora ci terrei a precisare che non
mi ritengo pessimista, ma semplicemente mi guardo intorno, e
intorno a noi c'e' xfactor e tutto quello che ne deriva.
Avete già in cantiere progetti prossimi o futuri,
con i Petrol oppure paralleli?
In questo momento Petrol è l'unico progetto musicale sul
quale stiamo investendo. Non abbiamo mai smesso di fare le
nostre sessioni di prova in sala, cerchiamo di mantenere una
certa costanza e mantenerci in allenamento, non solo fisico
ma anche mentale. Allo stesso modo non abbiamo mai smesso di
scrivere nuovi brani, da qualche tempo abbiamo intensificato
l'attività di composizione pensando già a un secondo
disco, ma senza porci ancora troppo il problema del quando e
con chi.
Cerchiamo di essere naturali e di non forzare l'andamento
delle cose, finché possiamo permettercelo naturalmente.
Quindi siamo noi a darci degli obiettivi che poi cerchiamo
di raggiungere, e fino ad ora ha funzionato.
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