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Villa
Arzilla? Meglio i matti di Cristicchi - Serata finale
aperta dal duetto Mike Pippo, quale spot migliore per la
Liguria casa (pre morte) degli anziani... Spassosissima la
definizione coniata dalla Comazzi de La Stampa che l'ha
definita la Villa Arzilla. Ha vinto Cristicchi, ma i nostri
pronostici (Silvestri, Tosca, Mango) non si sono piazzati
male. Come per i Giovani, quest'anno ha trionfato il 'tema
impegnato'. Ti regalerò una rosa, testo doloroso e poetico
su un matto che ha passato la vita rinchiuso, ha colpito nel
segno. Tutto sommato meritava anche, però avrei gradito
qualcosa di più allegro. Che il vincitore della gara
coincida con il Premio della Critica, com’è già successo
per il giovane Moro, è una vera e irripetibile stranezza:
è questo comunque è stato un Festival strano, diverso,
focalizzato sulle canzoni e come sempre rappresentativo
degli umori politico-sociali. Bene o male Prodi è ancora a
cavallo e allora ben vengano i temi impegnati, le tentazioni
folk, i cori, i saltimbanco. Visti i risultati ne esce
sconfitto il modello 'familiare' visti i risultati dei
Facchinetti e del duo Bella
.
I
campioni invitano i loro 'amici' - Nel florilegio
sanremese di questo 2007 c'è anche spazio per una serata ad
inviti. I big chiamano degli ospiti a duettare per la
felicità delle case discografiche. Nada e la Donà mi
piacciono molto. I Velvet invitano le Vibrazioni a cui si
sono ispirati a piene mani almeno dal punto di vista del
look barbutos. Nelly Furtado va a soccorrere gli Zero
Assoluto cantando veramente e lasciando al duo Mafucci la
cosa che sa fare meglio, cioè fischiettare e sussurrare.
(Dimenticavo Maffucci Jr muove anche le mani assecondando
una patetica tentazione rap).
Pronostico - Tra gli applausi
plaudenti della gente questa sera si conclude il Festivalone.
Chilometri di parole sono state scritte, spesso a vanvera.
Ma chi vincerà... non so se riuscirò a dormire
arrovellandomi in questo inquietante interrogativo? Credo
non vinceranno né gli Zeri (anche se il loro brano se lo
fanno in playback non è poi male) né Albano. Io punterei
su Silvestri o Tosca. Speriamo che le persone a casa non
votino solo l'occhio azzurro o l'abito alla moda. Ok a
domani per i commenti finali.
Finale Giovani - Fabrizio Moro, con
il suo accorato rap antimafia dedicato alla memoria di
Falcone e Borsellino, è il primo vincitore, della finale
Giovani nonché della Critica, in un Festival abbastanza
eccentrico che ha scommesso anche su canzoni che raccontano
i problemi quotidiani. In quella che è stata un po’
troppo pomposamente definita una serata da Grammy all’italiana,
ieri sera sono stati invitati i super ospiti Franco Battiato,
Gigi D’Alessio, Elisa, Tiziano Ferro, Gianna Nannini, e
Renato Zero come gran finale. Ringraziamenti a SuperPippo,
che cerca di difendere la qualità musicale, ma non si può
non notare che la tv generalista mette insieme le alte sfere
come Battiato, con proposte più modeste come D’Alessio.
Comunque grufolando qua e là qualcosa di buono si trova
ancora e questo è l'importante.
La giornalista in erba dice:
"Albano vada in pensione" - Non volevo parlare
dell'evento televisivo in sé, ma il dopofestival merita una
menzione. come golosa ciliegina sulla torta (alla faccia dei
peccati di gola) il buon Piero Chiambretti si destreggia con
levità tra ospiti estatici (Milva), spaventati (i
Facchinetti), irati (Albano)... il tutto attorniato da uno
spalto di giornalisti sclerotici e desiderosi di mettersi in
luce. Alcuni sono inquilini inattesi, una giovine infiltrata
spacciandosi per la cronista di una radio locale riesce a
guadagnare la ribalta e non sapendo che pesci pigliare, dopo
aver proferito protervie a raffica sul povero Albano... gli
consiglia (tremante) di andare in pensione, sucitando un
momento di ilare imbarazzo (ma infondo lo pensiamo un po'
tutti).
Seconda serata: Tosca sì, per il resto
nulla da segnalare - Lo so, lo... sono in ritardo con
gli aggiornamenti, ma per la seconda serata sono stato vinto
dalla stanchezza... Mi sono svegliato sulle note di Pier
Cortese e ho avuto un tentennamento. Poi ci sono stati i
Velvet e ho capito che valeva la pena di riaddormentarsi. A
parte gli scherzi, l'unica cosa che mi è piaciuta davvero
è stata Tosca che ha un pezzo di teatro-canzone fra i meno
prevedibili del Sanremone, sull'uomo che accende i fuochi
d'artificio. Una filastrocca folk che racconta il luna park,
un valzerone fra Bregovic e Francia, cantato con voce calda
e appassionata. Non do il voto perché mi hanno fatto notare
che è da "critico vecchio stampo". Comunque
sarebbe molto positivo. Zeri o giù di lì gli altri, solo
sospiri e occhiate fugaci lanciate a destra e a manca, ma
niente di nuovo sotto i riflettori.
Prima serata: Mi piace il Mango e poi
Nada - Ecco in rigoroso ordine di apparizione un
commento sulle canzoni dei "big". Zero Assoluto:
fortunatamente non piacciono alla critica, e come potrebbe
essere altrimenti. Appena prima di partire è sommesso come
tutti i loro brani. Per forza quando non si sa cantare ci si
arrangia come si può. Comunque poteva andare peggio (voto
5) - Piero Mazzocchetti: Schiavo d'amore dimostra tutte le
doti del bravo cantante già da molti definito come il nuovo
Bocelli (voto 7) - Francesco con Roby Facchinetti: una
mestizia senza fine, Vivere normale non lascia niente, il
loro duetto un disgusto ad occhi e orecchie (voto 2) -
Antonella Ruggiero: Interassente la sua Canzone fra le
guerre, più per il tema, non tipicamente sanremese che per
la bellezza in sè (voto 7) - Daniele Silvestri: la sua
Paranza è orecchiabile, furba e ben giocata tra riferimenti
e doppi sensi. Divertente ma non entusiasmante (voto 7) -
Milva: si è tanto parlato della canzone scritta da Faletti,
ma al di là dell'arancione dei suoi capelli, musialmente
c'è poco da segnalare (voto 5) - Simone Cristicchi: Ti
regalerò una rosa fa molto musicultura. Bravo ad osare,
vedremo cosa rimarrà (voto 6) - Nada: Luna in piena è una
cantilena inquieta e romantica. Con un bel ritornello anni
'80 le avrei dato 10, invece... (voto8) - Mango: si gioca
bene le sue carte con un pezzo che non delude. Ok la voce
come strumento. Chissà se nevica potrebbe stupire (voto
7.5) - Leda Battisti: Senza me ti pentirai è una canzone
medicre, ma Leda suscita in me simpatia nel suo cercare di
essere un po' spagnoleggiane, un po sicula, un po'
cantautrice (mancata). Il fiume era in piena, ora è quasi
secco. Ma ci saranno tempi migliori (voto 6,5). Per i
giovani da citare Korakanè in stile Modena, Grandi animali
marini con una marcetta davvero piacevole e Mariangela con
la sua ninna nanna (ne propongono almeno una ogni due anni
canzone con questo titolo). Tutti ovviamente eliminati...
come da migliore tradizione.
Peccati di Gola - Cari amici, ormai
mancano pochi minuti all'inizio del festival e, guarda caso,
ecco una bella polemica per mantenere alta l'attenzione,
anche sulle canzoni come vuole il buon Pippo. E' Patrizio
Baù a cercare la facile via della metafora sessuale con la
sua Peccati di gola. Un pezzo facile facile, almeno a
leggere il testo, e non devo certo sforzarmi di utilizzare
chissà quale perifrasi per spiegarvi dove il giovane
svizzero voglia andare a parare... <Dammela la mela...
golosa nella gola... succosa mi consola... che gusto che mi
dà> e poi ancora <libera l'amante che hai sotto la
pelle... frizzola la lingua in bocca... che acquolina ho>
e via di questo passo: tutte cose già strasentite che in
tutta sincerità non scandalizzerebbero nemmeno un bambino.
Scontate le polemiche della Chiesa (vuoi che perdano
l'occasione di metterci il becco anche stavolta?). Speriamo
che almeno la massa non cada nel tranello e non faccia della
banalità l'ennesimo tormentone.
Exit pool - Si sono accesi i primi
pronostici sull’esito della gara fra i big, che quest’anno
non prevede nessuno spargimento di sangue, non eliminazioni
né classifiche a vista, per far rimanere belli e tranquilli
tutta la settimana i gareggianti. I più quotati? Albano fra
i «classici», gli Zero Assoluto fra i nomi più freschi. A
favore del primo giocano il brano maestoso e l’interpretazione
per una volta misurata; i secondi raccoglierebbero i frutti
del successo commerciale dell’anno scorso. L’età
anagrafica dei votanti farà la differenza.
Perché un diario su Sanremo? -
Inutile dire che sono un personale sostenitore di Sanremo.
Nonostante le canzoni siano quasi sempre un obrobrio,
lontane anni luce dalla musica "reale" sia delle
radio (altro obrobrio) sia dei live... Comunque l'evento
c'è e bello o brutto che sia ce lo teniamo. D'altronde se
non ci fosse stato Sanremo non avremmo avuto i critici
musicali famosi (quelli che come "Luzzatto" fanno
le recensioni dei concerti cancellati all'ultimo momento),
non avremmo avuto il decadimento della Riviera ligure a
località per anziani o portatori di handicap e -
soprattutto - non avremmo avuto icone trash come Orietta
Berti, a cui è andato l'onore di denominare il nostro per
nulla originale diario-Sanremo.
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