Giorno per giorno i commenti sulle canzoni
  TipiTipiTi, il nostro diario del festival: vita, morte e post mortem di Sanremo 2007
  Roberto Conti
  Villa Arzilla? Meglio i matti di Cristicchi - Serata finale aperta dal duetto Mike Pippo, quale spot migliore per la Liguria casa (pre morte) degli anziani... Spassosissima la definizione coniata dalla Comazzi de La Stampa che l'ha definita la Villa Arzilla. Ha vinto Cristicchi, ma i nostri pronostici (Silvestri, Tosca, Mango) non si sono piazzati male. Come per i Giovani, quest'anno ha trionfato il 'tema impegnato'. Ti regalerò una rosa, testo doloroso e poetico su un matto che ha passato la vita rinchiuso, ha colpito nel segno. Tutto sommato meritava anche, però avrei gradito qualcosa di più allegro. Che il vincitore della gara coincida con il Premio della Critica, com’è già successo per il giovane Moro, è una vera e irripetibile stranezza: è questo comunque è stato un Festival strano, diverso, focalizzato sulle canzoni e come sempre rappresentativo degli umori politico-sociali. Bene o male Prodi è ancora a cavallo e allora ben vengano i temi impegnati, le tentazioni folk, i cori, i saltimbanco. Visti i risultati ne esce sconfitto il modello 'familiare' visti i risultati dei Facchinetti e del duo Bella

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I campioni invitano i loro 'amici' - Nel florilegio sanremese di questo 2007 c'è anche spazio per una serata ad inviti. I big chiamano degli ospiti a duettare per la felicità delle case discografiche. Nada e la Donà mi piacciono molto. I Velvet invitano le Vibrazioni a cui si sono ispirati a piene mani almeno dal punto di vista del look barbutos. Nelly Furtado va a soccorrere gli Zero Assoluto cantando veramente e lasciando al duo Mafucci la cosa che sa fare meglio, cioè fischiettare e sussurrare. (Dimenticavo Maffucci Jr muove anche le mani assecondando una patetica tentazione rap).

Pronostico - Tra gli applausi plaudenti della gente questa sera si conclude il Festivalone. Chilometri di parole sono state scritte, spesso a vanvera. Ma chi vincerà... non so se riuscirò a dormire arrovellandomi in questo inquietante interrogativo? Credo non vinceranno né gli Zeri (anche se il loro brano se lo fanno in playback non è poi male) né Albano. Io punterei su Silvestri o Tosca. Speriamo che le persone a casa non votino solo l'occhio azzurro o l'abito alla moda. Ok a domani per i commenti finali. 

Finale Giovani - Fabrizio Moro, con il suo accorato rap antimafia dedicato alla memoria di Falcone e Borsellino, è il primo vincitore, della finale Giovani nonché della Critica, in un Festival abbastanza eccentrico che ha scommesso anche su canzoni che raccontano i problemi quotidiani. In quella che è stata un po’ troppo pomposamente definita una serata da Grammy all’italiana, ieri sera sono stati invitati i super ospiti Franco Battiato, Gigi D’Alessio, Elisa, Tiziano Ferro, Gianna Nannini, e Renato Zero come gran finale. Ringraziamenti a SuperPippo, che cerca di difendere la qualità musicale, ma non si può non notare che la tv generalista mette insieme le alte sfere come Battiato, con proposte più modeste come D’Alessio. Comunque grufolando qua e là qualcosa di buono si trova ancora e questo è l'importante.

La giornalista in erba dice: "Albano vada in pensione" - Non volevo parlare dell'evento televisivo in sé, ma il dopofestival merita una menzione. come golosa ciliegina sulla torta (alla faccia dei peccati di gola) il buon Piero Chiambretti si destreggia con levità tra ospiti estatici (Milva), spaventati (i Facchinetti), irati (Albano)... il tutto attorniato da uno spalto di giornalisti sclerotici e desiderosi di mettersi in luce. Alcuni sono inquilini inattesi, una giovine infiltrata spacciandosi per la cronista di una radio locale riesce a guadagnare la ribalta e non sapendo che pesci pigliare, dopo aver proferito protervie a raffica sul povero Albano... gli consiglia (tremante) di andare in pensione, sucitando un momento di ilare imbarazzo (ma infondo lo pensiamo un po' tutti). 

Seconda serata: Tosca sì, per il resto nulla da segnalare - Lo so, lo... sono in ritardo con gli aggiornamenti, ma per la seconda serata sono stato vinto dalla stanchezza... Mi sono svegliato sulle note di Pier Cortese e ho avuto un tentennamento. Poi ci sono stati i Velvet e ho capito che valeva la pena di riaddormentarsi. A parte gli scherzi, l'unica cosa che mi è piaciuta davvero è stata Tosca che ha un pezzo di teatro-canzone fra i meno prevedibili del Sanremone, sull'uomo che accende i fuochi d'artificio. Una filastrocca folk che racconta il luna park, un valzerone fra Bregovic e Francia, cantato con voce calda e appassionata. Non do il voto perché mi hanno fatto notare che è da "critico vecchio stampo". Comunque sarebbe molto positivo. Zeri o giù di lì gli altri, solo sospiri e occhiate fugaci lanciate a destra e a manca, ma niente di nuovo sotto i riflettori.

Prima serata: Mi piace il Mango e poi Nada - Ecco in rigoroso ordine di apparizione un commento sulle canzoni dei "big". Zero Assoluto: fortunatamente non piacciono alla critica, e come potrebbe essere altrimenti. Appena prima di partire è sommesso come tutti i loro brani. Per forza quando non si sa cantare ci si arrangia come si può. Comunque poteva andare peggio (voto 5) - Piero Mazzocchetti: Schiavo d'amore dimostra tutte le doti del bravo cantante già da molti definito come il nuovo Bocelli (voto 7) - Francesco con Roby Facchinetti: una mestizia senza fine, Vivere normale non lascia niente, il loro duetto un disgusto ad occhi e orecchie (voto 2) - Antonella Ruggiero: Interassente la sua Canzone fra le guerre, più per il tema, non tipicamente sanremese che per la bellezza in sè (voto 7) - Daniele Silvestri: la sua Paranza è orecchiabile, furba e ben giocata tra riferimenti e doppi sensi. Divertente ma non entusiasmante (voto 7) - Milva: si è tanto parlato della canzone scritta da Faletti, ma al di là dell'arancione dei suoi capelli, musialmente c'è poco da segnalare (voto 5) - Simone Cristicchi: Ti regalerò una rosa fa molto musicultura. Bravo ad osare, vedremo cosa rimarrà (voto 6) - Nada: Luna in piena è una cantilena inquieta e romantica. Con un bel ritornello anni '80 le avrei dato 10, invece... (voto8) - Mango: si gioca bene le sue carte con un pezzo che non delude. Ok la voce come strumento. Chissà se nevica potrebbe stupire (voto 7.5) - Leda Battisti: Senza me ti pentirai è una canzone medicre, ma Leda suscita in me simpatia nel suo cercare di essere un po' spagnoleggiane, un po sicula, un po' cantautrice (mancata). Il fiume era in piena, ora è quasi secco. Ma ci saranno tempi migliori (voto 6,5). Per i giovani da citare Korakanè in stile Modena, Grandi animali marini con una marcetta davvero piacevole e Mariangela con la sua ninna nanna (ne propongono almeno una ogni due anni canzone con questo titolo). Tutti ovviamente eliminati... come da migliore tradizione.

Peccati di Gola - Cari amici, ormai mancano pochi minuti all'inizio del festival e, guarda caso, ecco una bella polemica per mantenere alta l'attenzione, anche sulle canzoni come vuole il buon Pippo. E' Patrizio Baù a cercare la facile via della metafora sessuale con la sua Peccati di gola. Un pezzo facile facile, almeno a leggere il testo, e non devo certo sforzarmi di utilizzare chissà quale perifrasi per spiegarvi dove il giovane svizzero voglia andare a parare... <Dammela la mela... golosa nella gola... succosa mi consola... che gusto che mi dà> e poi ancora <libera l'amante che hai sotto la pelle... frizzola la lingua in bocca... che acquolina ho> e via di questo passo: tutte cose già strasentite che in tutta sincerità non scandalizzerebbero nemmeno un bambino. Scontate le polemiche della Chiesa (vuoi che perdano l'occasione di metterci il becco anche stavolta?). Speriamo che almeno la massa non cada nel tranello e non faccia della banalità l'ennesimo tormentone.

Exit pool - Si sono accesi i primi pronostici sull’esito della gara fra i big, che quest’anno non prevede nessuno spargimento di sangue, non eliminazioni né classifiche a vista, per far rimanere belli e tranquilli tutta la settimana i gareggianti. I più quotati? Albano fra i «classici», gli Zero Assoluto fra i nomi più freschi. A favore del primo giocano il brano maestoso e l’interpretazione per una volta misurata; i secondi raccoglierebbero i frutti del successo commerciale dell’anno scorso. L’età anagrafica dei votanti farà la differenza.

Perché un diario su Sanremo? - Inutile dire che sono un personale sostenitore di Sanremo. Nonostante le canzoni siano quasi sempre un obrobrio, lontane anni luce dalla musica "reale" sia delle radio (altro obrobrio) sia dei live... Comunque l'evento c'è e bello o brutto che sia ce lo teniamo. D'altronde se non ci fosse stato Sanremo non avremmo avuto i critici musicali famosi (quelli che come "Luzzatto" fanno le recensioni dei concerti cancellati all'ultimo momento), non avremmo avuto il decadimento della Riviera ligure a località per anziani o portatori di handicap e - soprattutto - non avremmo avuto icone trash come Orietta Berti, a cui è andato l'onore di denominare il nostro per nulla originale diario-Sanremo.


 
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on line da ottobre 2004