Sanremo 2008
  Le nostre pagelle
  Roberto Conti ed Erika Gigli
  Quest'anno per Sanremo abbiamo scelto di commentare le canzoni in diretta sul blog del nostro My Space. Riportiamo in questa pagina le nostre pagelle a caldo su tutte le canzoni dell'edizione che ha visto la deludente conduzione, almeno in termini di ascolti, di Pippo Baudo e Piero Chiambretti.

Le canzoni della prima serata (a cura di Roberto Conti)

Paolo Meneguzzi (Grande): Il titolo della canzone non è stato d'auspicio. Il canone del motivetto pop meneguziano è stato rispettato: uguale a se stesso e costruito per piacere solo alle ragazzine. 3

L'Aura (Basta!): il tentativo di una canzone pacifista non distoglie dal paragone con Elisa. Non avendo il neo la brava milanese ha pensato di provvedere con un piercing. Peccato speravo di più. La canzone non brilla. 6

Toto Cutugno (Un falco chiuso in gabbia): Più che un falco è la solita colomba, ma i piccioni hanno già dato... Certo non spopolerà anche se è un brano orecchiabile. 5

Frank Hi Nrg (Rivoluzione): Ritratto italiano tra furbetti, vallette, massoni. L'invito del rapper è quello di reagire. Politico in ombra, operaio in luce! 8

Fabrizio Moro (Eppure mi hai cambiato la vita): Il rap contro la mafia dello scorso anno ha lasciato strada ad una love song. "Pensa" era di maggiore impatto, ma anche questo brano può dire la sua. 6

Anna Tatangelo (La donna del mio amico): Canzone sui gay data come vincitrice. Lei è una gnoccolona e canta bene. Il testo è un po' banale, ma nel complesso ci può anche stare. Gli ingredienti per la vittoria ci sono proprio tutti, con buona pace dei gay strumentalizzati e banalizzati come peggio non si poteva. 6

Michele Zarrillo (L'ultimo film insieme): Anche in questo caso la novità non è di casa. Amore malinconico, melodie pop. Mia mamma in salotto dorme pesantemente e Zarrillo non l'ha certo destata. 5

Una nota sui Malody Fall (in gara tra i giovani): la storia del Giappone non so come mai ma mi sembra di averla già sentita... Non ho parole ed è meglio così perchè non potrebbero che essere molto negative. Ecco l'ennesimo clone dei Finley. Ne parlo volentieri così le ragazzine si iscriveranno in massa al blog e mi manderanno a cacare, oppure mi scateneranno contro uno street team. 1,5

Eugenio Bennato (Grande Sud): finalmente un pezzo ballabile e brillante. La taranta è di moda anche negli Usa e questo bel pezzo di Bennato la propone al nostro festivalone... per la serie meglio tardi che mai. Tutti sul treno dei 'terroni' per ballare, divertirsi, ma anche riflettere sul Mediterraneo e le sue contraddizioni. 8

Max Gazzè (Il solito sesso): E' un piacere ascoltare Max Gazzè e la sua telefonata per convincere una ragazza ad uscire. Accetterà? Be, speriamo proprio di sì. 7  

Tricarico (Vita tranquilla): l'ho ascoltato disteso nel letto. Fortunatamente. Non sa cantare, è troppo sopravvalutato e chiunque saprebbe fare di meglio. La canzone non dice niente, avremmo preferito il silenzio. E' raccapricciante come una persona possa essere retribuita per uno spettacolo tanto mesto. ZERO

Le canzoni della seconda serata (a cura di Erika Gigli e Roberto Conti)

Mario Venuti (A ferro e fuoco):  Prima del ritornello non sembra malaccio... Ma con il ritornello, così debole nella melodia e retorico nelle parole, la canzone si rivela per ciò che è: una semplicissima solita solfa. 4,5

Amedeo Minghi (Cammina, cammina): Ammetto di averla ascoltata distrattamente. Comunque era una canzone di Minghi. Non saprei nominare nè canticchiare neanche un pezzo di Minghi, ma se mi capita di sentirlo in giro lo capisco al volo che è un pezzo di Minghi. E questo era proprio come quelli, ma anche un po' più spinto, meno soporifero. 6

Giò di Tonno e Lola Ponce (Colpo di fulmine): Il titolo promette male. E giustamente... Sembra un duetto fra due innamorati in un cartone della Walt Disney. Il testo è un'accozzaglia di luoghi comuni sull'amore. A "raggio di luna che ti cade addosso" (o qualcosa del genere) cedo. Non l'ascolto fino alla fine. Probabile per la vittoria... come di fatto è stato. 3

Gianluca Grignani (Cammina nel sole): La prima strofa è di una noia mortale, lenta e insipida. Dopo il ritornello interviene una bella chitarra elettrica che promette la svolta. Invece la canzone resta uguale anche a proseguire. Solo c'è questa chitarrina si fa un po' sentire e Grignani sospira e dice "eh" come il peggior Vasco Rossi. 2

Mietta (Baciamo adesso): Io non voglio fare la snob che critica Sanremo a prescindere. Ma me le tirano fuori. Mietta canta bene, un mucchietto di cavolate inconcludenti. 1,5

Loredana Bertè (Musica e parole): Loredana non ce l'ha fa più: a cantare, a stare su un palco, a parlare, a cercare di fare la scena di quella dura. L'elemento meno imbarazzante della sua esibizione è stato il vestito, detto questo detto tutto. Spiace che Renato Zero non sia accorso in suo soccorso, mentre gracchiava sfinita di fiato nel microfono. Il testo della canzone non è del tutto da scartare, ma interpretato in quella maniera perde anche in quelle sfumature che di per loro sarebbero state apprezzabili. nc

Little Tony (Non finisce qui): il piccolo Tony è un'icona. Ha il suo pubblico e la canzone non lo tradisce, anche se a me non dice molto. Ma per fortuna ho solo 25 anni. 6

Tiromancino (Il rubacuori): Le polemiche della vigilia avevano creato grande aspettativa intorno a questo pezzo. Il testo già lo conosciamo e parla di un tagliateste della discografia. L'interpretazione di Zampaglione è discutibile, con un testo tanto profondo si può dare di più. Canzone 7, Zampaglione 2.

Finley (Ricordi): Una canzone molto sanremese, orecchiabile ed immediata, riassumendo in tre lettere, pop. Chissà quanto avranno fatto sudare le mani quei guanti in pelle del cantante... Dai Finley mi sarei aspettato qualcosa di diverso. Sono giovani, ma hanno gli stessi rimpianti e gli stessi temi di Little Tony. Bisognava assolutamente fare di più. Voce incerta. 5

Sergio Cammariere (L'amore non si spiega): Eccoci catapultati in un raffinato jazz club in cui il maestro Cammeriere propone una bossanova splendida, con tanto di tromba imperante. Non è assolutamente un pezzo da Sanremo, forse per questo è splendido. 9 

Valeria Vaglio (Ore ed ore) - Nuove proposte - Relegata a tardissima notte, la cantautrice gioca la carta dell'amore saffico (quella dei gay l'aveva già pescata la Tatangelo). La canzone non è male, anche se l'interpretazione è debole. Più grinta, su, su. 6+

 
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