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Anche
lo Spirito del Pianeta, il festival internazionale di gruppi
etnici e tribali, è terminato. Domenica scorsa 18 giugno,
infatti, si è conclusa l’intensa settimana trecatese che
ha visto la partecipazione di rappresentative da tutto il
mondo. Gli organizzatori si dichiarano soddisfatti per
questa prima edizione: <Complessivamente la
partecipazione e l’attenzione suscitata dal festival sono
stati buoni – commenta Alberto Ceretti – Se le anteprime
e i gemellaggi nelle città della provincia come Stresa,
Arona, Borgomanero hanno fatto segnare il tutto esaurito, il
festival vero e proprio di Trecate ha segnato il massimo
riscontro di pubblico con la festa di chiusura di domenica
durante la quale si sono esibiti tutti i gruppi partecipanti
(Cosacchi, Bedunini del Sinai, Gruppo del Burkina Faso,
Indiani Cree del Canada, Zulù del Sud Africa). Lo sforzo
per farci conoscere e per far comprendere la particolare
natura della nostra manifestazione - svincolata dal mero
folklore, ma volta a creare uno scambio di culture e di
conoscenze – è stato intenso e già stiamo pensando alla
prossima edizione che potrebbe essere ancora a Trecate
oppure spostarsi in altri comuni che già si sono offerti i
ospitarci>.

Tornando alla festa di chiusura capita di
vedere Cosacchi e Zulù, diversissimi per lingua, cultura e
tradizioni, danzare insieme, uniti agli altri gruppi e a
tutto il pubblico mentre gli indiani Cree ritmano canti
tradizionali e i beduini del deserto del Sinai ospitano
nella propria tenda i visitatori offrendo il prelibato the
alla menta.

Passeggiando tra la fiera dell’artigianato
etnico tra le tante bancarelle conosciamo Simayiai, una
bellissima ragazza Masai del Kenya, che racconta le
tradizioni e gli usi del Paese d’origine sforzandosi di
parlare in Italiano a chi proprio non comprende l’inglese
o ancora – come è successo nel primo giorno di festival
– può capitare che arrivi il gruppo de Le Vibrazioni e si
metta ad esibirsi con i Beduini del Sinai ricambiando l’ospitalità
offerta nel deserto. Un festival denso di carinerie e di
piccoli momenti da assaporare uno ad uno, lontano dai grandi
fasti, ma non per questo meno meritevole di essere
conosciuto e scoperto. L’appuntamento è quindi per il
prossimo anno.
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