Spirito del Pianeta 2006
  Cultura e tradizione con i gruppi etnici
  Roberto Conti
  Anche lo Spirito del Pianeta, il festival internazionale di gruppi etnici e tribali, è terminato. Domenica scorsa 18 giugno, infatti, si è conclusa l’intensa settimana trecatese che ha visto la partecipazione di rappresentative da tutto il mondo. Gli organizzatori si dichiarano soddisfatti per questa prima edizione: <Complessivamente la partecipazione e l’attenzione suscitata dal festival sono stati buoni – commenta Alberto Ceretti – Se le anteprime e i gemellaggi nelle città della provincia come Stresa, Arona, Borgomanero hanno fatto segnare il tutto esaurito, il festival vero e proprio di Trecate ha segnato il massimo riscontro di pubblico con la festa di chiusura di domenica durante la quale si sono esibiti tutti i gruppi partecipanti (Cosacchi, Bedunini del Sinai, Gruppo del Burkina Faso, Indiani Cree del Canada, Zulù del Sud Africa). Lo sforzo per farci conoscere e per far comprendere la particolare natura della nostra manifestazione - svincolata dal mero folklore, ma volta a creare uno scambio di culture e di conoscenze – è stato intenso e già stiamo pensando alla prossima edizione che potrebbe essere ancora a Trecate oppure spostarsi in altri comuni che già si sono offerti i ospitarci>.

Tornando alla festa di chiusura capita di vedere Cosacchi e Zulù, diversissimi per lingua, cultura e tradizioni, danzare insieme, uniti agli altri gruppi e a tutto il pubblico mentre gli indiani Cree ritmano canti tradizionali e i beduini del deserto del Sinai ospitano nella propria tenda i visitatori offrendo il prelibato the alla menta.

Passeggiando tra la fiera dell’artigianato etnico tra le tante bancarelle conosciamo Simayiai, una bellissima ragazza Masai del Kenya, che racconta le tradizioni e gli usi del Paese d’origine sforzandosi di parlare in Italiano a chi proprio non comprende l’inglese o ancora – come è successo nel primo giorno di festival – può capitare che arrivi il gruppo de Le Vibrazioni e si metta ad esibirsi con i Beduini del Sinai ricambiando l’ospitalità offerta nel deserto. Un festival denso di carinerie e di piccoli momenti da assaporare uno ad uno, lontano dai grandi fasti, ma non per questo meno meritevole di essere conosciuto e scoperto. L’appuntamento è quindi per il prossimo anno.

 
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