Penna a sonagli
  Riportiamo in questa pagina due taglienti commenti del critico musicale Marinella Vanegoni in polemica con Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, e con Vasco Rossi. Spassose pillole di scrittura che meritano di essere raccolte e proposte ai lettori di Asap...

Marinella Venegoni (La Stampa) risponde a Manuel Agnelli (Afterhours), tratto da Rockol, 4 ottobre 2004

"Leggo (doverosamente) sul settimanale 'Musica' le doléances, peraltro non nuove, di Manuel Agnelli degli Afterhours a proposito della mancata presenza della critica al suo universalmente apprezzato 'Tora Tora'.
Vengo a sapere grazie a questo scritto, con più chiarezza, che
1) Sono un vecchio dinosauro del giornalismo, come del resto i miei colleghi
2) Sono così vecchia che non me ne frega più niente di quel che mi succede intorno (idem i colleghi)
3) Oppure ho una presunzione tale da pensare che quello che succede oggi non vale (idem i colleghi)
4) Non facciamo del buon giornalismo
5) Siamo dei lobbisti che si affidano ai propri gusti e ai propri ricordi personali
6) Siamo persone passate, vecchie, e sarebbe meglio che ci levassimo dai coglioni una volta per tutte
7) La gente che rappresenta i Media in Italia non rappresenta la realtà, e per questo si deve levare dai coglioni (II)
Ovviamente non posso parlare a nome di altri (e del resto Agnelli non dovrebbe sparare nel mucchio selvaggio, ma fare almeno nomi e cognomi: un po' di coraggio, su, su). La mia agenda mi dice comunque che sono stata 100 giorni giusti fuori in servizio su vari eventi dall'inizio dell'anno alla fine di settembre, e di mezzo avrò fatto qualche giorno di ferie per non morire, visto che sono una vecchia carampana.
Qualcosa debbo aver visto, chilometri sono sicura (ancorché dinosaura) ne ho fatti tanti, pezzi ne ho scritti molti. Forse non scegliendo fra le cose che colpiscono il bel Manuel, ma queste sono scelte editoriali che non dipendono solo da me.
Ancorché Dinosaura, andrei volentierissimo al Tora Tora, io. Seppur con la dentiera, il bastone, e l'assistente sociale che mi tiene il catetere.
Mi chiedo perché, prima di stabilire le date, la Ditta non si guardi intorno nel panorama generale per individuare i periodi più neri di sovrapposizioni, e cercare di evitarli. Anche questo vuol dire saper fare il proprio lavoro.
Dopo tante passate sue sparate sui giornalisti (anche lui ha una certa età, visto che si ripete spesso) avevo tanto interesse di ascoltare il bel Manuel parlare del Tora Tora, la scorsa primavera, che mi sono fiondata a La Feltrinelli il giorno della conferenza stampa.
E' arrivato con un'ora e mezza di ritardo.
Che dire? Non mi è mai successo, con un artista italiano. Ma neanche con Madonna ed Elton John. Forse Manuel Agnelli si deve guardare allo specchio qualche volta in più, e non solo per piacersi.
Marinella Venegoni"

 

Lettera di Vasco Rossi indirizzata a Marinella Venegoni, critico musicale de “La Stampa”

Gentile signora Venegoni, mi sa proprio che lei abbia preso fischi per fiaschi. Sarà forse perché non ha la minima idea di dove stia di casa l’ironia. Oppure perché lei, un uomo che la «pretenda» per davvero, non l’ha mai incontrato. Se così non fosse non si spiegherebbe la sua acrimonia nei confronti della canzone Io ti accontento quando all’udire un volutamente provocatorio «Io ti violento» si è presa la briga di intingere la penna nel vetriolo dandomi del «cattivo maestro». Per poi rincarare la dose e, senza pensarci su troppo, appiopparmi l’etichetta di «maschilista». A me, che le donne le ho sempre amate, fin troppo. Sa che cosa le dico? Che il mio sarà pure un «maschilismo estetico» ma lei, cara signorina malmostosa, mi sembra sia rimasta intrappolata negli Anni Settanta quando le sue colleghe femministe si affannavano a bruciare i reggiseni per proclamare la loro totale uguaglianza a noi uomini. Finendo invece per mortificare la loro femminilità. Beh, da allora, qualcosa è cambiato. Non se n’è accorta forse? La mia uscita, «Io ti violento», sarà pur stata una trovata infelice ma basta leggere il testo della canzone per capire che si tratta di ironia pura, la stessa che il rapper Black Diamond esibisce quando canta «Sono l’unico uomo che riesce a soddisfarti».

Insomma, in fondo è una canzone, mica un saggio apologetico sull’uomo che non deve chiedere mai! E poi, diciamola tutta: basta con queste «fighette di legno» che giocano a nascondino per farsi desiderare. Basta con la tecnica della sottrazione amorosa usata come fosse una strategia di marketing. Signore e signorine, scendete dal vostro piedistallo. E se proprio non ci riuscite, vedremo che si può fare. Del resto, io le donne sono abituato ad accontentarle...
Vasco Rossi

Risposta di Marinella Venegoni

Come donna-corpo, mi compiaccio per le capacità amatorie di Vasco. Come persona, per la prossima ristampa del disco consiglio di pubblicare in fondo al testo l’asterisco riparatore «Scherzo, ragazzi», per spiegare quello che ora non c’è.
Marinella Venegoni

 
 
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