Tour
europeo con qualche sortita italiana - giugno 2008 Quella di questa sera a Trezzo
sull'Adda è una delle poche date Italiane inserite nel
tour europeo dei Verdena. Il loro Requiem è
infatti stato distribuito anche in Austria,
Germania, Svizzera, Francia e Spagna. In apertura di
concerto ecco i Fiub, bravi a scaldare una platea già
molto accaldata e davvero numerosa.
Speriamo non facciano troppi pezzi
dell'ultimo disco, è il mio augurio. Infatti li hanno
fatti praticamente tutti, ad eccezione di Canos e dei
brani strumentali... Uffa!
Per fortuna quasi subito arriva uno dei miei brani
preferiti di Requiem, Il Gulliver, 11 minuti e 53
secondi di canzone con cambi di ritmo, sbalzi d'umore,
divagazioni strumentali dolcissime, un giro di basso che
lascia sfiatare le parole...
Il concerto prosegue con un pubblico eccessivamente
esagitato e pogante (anche laddove non se ne sente
proprio la necessità), il caldo è attenuato solamente
dalle gocce gelide che colano dalla pompa refrigerante
appesa sul soffitto che spara aria a tutta potenza. Le
canzoni dei Verdena riescono ad entrare furtivamente di
notte nei miei sogni, li dilatano con magnifiche
ossessioni, fino a quando non decidono di andare via, in
punta di piedi, con un ringraziamento garbato, proprio
come fa Roberta con un filo di voce al termine di ogni
canzone. La musica ormai ha assunto una propria
vitalità che spinge il pubblico a contorcersi e ad
applaudire: alcuni sembrano attraversare una sorta di
trans, ad esempio le ragazze androgine che sono al mio
fianco sulle note di Il caos strisciante sembrano
veramente possedute da un voodoo... Poi quando attacca Angie
ondeggiano come se si trovassero in un nido sferzato da
una tempesta tropicale mossa da Alberto che suona i
tasti del piano, abbandonata per l'occasione le fedele
chitarra.
Nel live c'è spazio anche per qualche b-side ripescata
dai singoli e per Fuxia (vedi video), canzone che
fa parte del demo della band, molto amata dal pubblico
più affezionato. Dagli altri dischi sono state
ripescate davvero poche tracce: un accenno di Valvonauta,
poi abbandonata senza che i più nemmeno se ne
accorgessero, la splendida Balanite da Il
suicidio dei samurai e pochissimo altro. Concerto
tutto sommato breve chiuso da Was, dal 'ciao,
grazie di Roberta' e dal giusto applauso del
pubblico. Roberto
Conti
Al Libra festival
anche i Verdena - luglio 2007
Già mi piace questo Libra Festival di
Sordevolo. Fa un bel freschino, poi c’è un palco
imponente, un anfiteatro con copertura in legno e i
biglietti dei concerti costano pure poco.
Questa sera sono di scena i Verdena, in
apertura i bravi Torquemada.
Dopo un’intro attaccano subito con Il
tramonto degli stupidi e già mi si apre il cuore a
sentire il ticchettio di batteria di uno dei pazzi più
belli, ma forse meno noti, è infatti contenuto solo
nella versione in vinile di Solo un grande sasso.
Ringalluzzito da questo inaspettato
regalo del terzetto bergamasco pregusto un concerto
ricco di b-side e di pezzi ripescati dal passato.
Purtroppo devo accontentarmi a metà, infatti, come è
giusto, la parte del leone la fanno i brani di Requiem,
l’ultimo disco, uscito lo scorso autunno.
Messe nel cassetto le tastiere di Fidel,
il live continua in chiave opportunamente rock, con un
pizzico di psichedelia in meno rispetto ai tour dei
dischi precedenti.
Come avrete capito i brani di Requiem
non mi piacciono un granché, quindi mi entusiasmo
quando ascolto Starless o Dentro Sharon o L’infinita
gioia di H.B. o ancora 17 tir nel cortile o Luna,
un po’ meno quando attaccano con Non perdere l’acme,
Eugenio o con Muori delay, pur impeccabili e
ben suonate.
Tra un pezzo e l’altro Roberta,
capelli fuxia che oscillano ritmicamente, non dimentica
mai di ringraziare con voce flebile ma convinta “grazie,
grazie a tutti”. Alberto, invece, pungola il pubblico
che richiede brani a raffica come se fossero un juke
box: i più vorrebbero Viba e Valvonauta
– ovviamente non eseguite – alcuni richiedono Elefante,
altri pezzi meno “di punta”… detto tra noi io
vorrei Eyeliner o 1.000 anni con Elide;
anche Phantastica sarebbe gradita… Insomma io
sono legatissimo ai primi due dischi, lo ribadisco
ancora… Di Requiem mi entusiasma solo Il caos
strisciante, poi poco altro.
Ma
torniamo al concerto. Luca dietro la batteria ce la
mette tutta garantendo soluzioni di avanzata
originalità. Roberta come detto è estremamente
scenografica, fa ondeggiare i capelli che le coprono il
viso misterioso e il piercing sulle labbra. Le vene di
Alberto si gonfiano sul collo pallido, è un animale da
palcoscenico. Tutto molto gradevole. Un po’ indegna
solo la chiusura con Was, tutti si aspettavano un
bis, ma non è arrivato. Non è importante, infondo. Roberto
Conti
18
dicembre 2004 Verdena al Babylonia di Ponderano (Bi) -
Rieccomi a scrivere dei Verdena, questo è il decimo
concerto e non mi sono ancora stancato, anzi, ogni volta è
sempre emozionante come la prima. Capita raramente di
sentire un brivido prima dell’inizio di un concerto tanto
atteso, capita ancora meno spesso di provarlo dopo 10
concerti dello stesso gruppo… Si parte a mezzanotte
spaccata, i visi di molti dei partecipanti tra il pubblico
sono noti, mi sembra di essere in famiglia, anche se con
molti non ho mai scambiato una sola parola. Si parte con FarFisa
uno dei miei brani preferiti, poi Logorrea, poi la
scaletta viene stravolta, tanto per cambiare, a seconda dell’umore
di Alberto. Per fortuna il pubblico è molto caloroso e
partecipe, tanto che i quattro sorridono divertiti alle
provocazioni che giungono dalla platea. A differenza di
altre occasioni il concerto è "duro" e lascia
poco spazio ai lunghi pezzi psichedelici che a volte
risultano tediosi per i poco appassionati, estatici per gli
altri. Si continua con vari brani tra cui per dovere di
cronaca vanno segnalate la cover dei Melvins Creepy smell
e Morbida brano acustico che Alberto intona per
rimediare ad un inconveniente tecnico alla batteria… Il
concerto prosegue ruvido con le hit più apprezzate dal
pubblico Viba, Valvonauta, ecc… prima del
primo bis l’insistenza del pubblico convince il quartetto
a proporre Fuxia, brano che fa parte del promo della
band, facilmente scaricabile da internet. Si riprende con Passi
da gigante, con la partecipazione di due musicisti
aggiunti, poi un altro paio di pezzi e arriva il secondo
stop. Al ritorno Il suicidio dei samurai e un inedito
in inglese. Alberto contento e divertito, come raramente
accade, ringrazia il pubblico. Dopo due ore esatte il
concerto finisce. Roberto Conti
Ottobre
2004 al Rolling Stone i Verdena e i Settevite (Rock
Tv Night) - Tocca ai Settevite aprire il concerto dei
Verdena. Il gruppo milanese che gioca in casa (Rock Tv è
infatti gestita dal figlio di Galliani che è anche il
bassista del gruppo). Se la musica è abbastanza buona, non
si può dire lo stesso dell'anonima interpretazione della
cantante, pur brava tecnicamente, ma troppo simile a Irene
Grandi. Il pubblico è freddino, non sembra conoscere più
di tanto i pezzi, alcuni dei quali hanno dimostrato momenti
di buona suggestione. Tra le note più positive la cover di Ti
sento. Finalmente è il turno dei Verdena, che suonano
un'ora scarsa. Molto spazio è dato ai nuovi pezzi contenuti
nell'ep Elefante, tra essi molto bello è Passi da
gigante, eseguito con due ospiti: una trombonista e un
percussionista, che hanno regalato una parentesi diversa al
tradizionale suono elettrico dei Verdena. Se si deve trovare
una nota negativa opterei per la scelta di pochi brani
troppo lunghi (come Nova o la stessa Passi da
gigante), forse sarebbe stato meglio puntare su pezzi
brevi, visto che il tempo a disposizione è stato poco. Roberto
Conti
Contro
Festival di Castagnole delle Lanze (At). 27/8/2004
- Non so perché ma questi Verdena mi piacciono proprio.
Tanto da spingermi ad una solitaria trasferta di 110 km fino
allo sperduto borgo di Castagnole delle Lanze in provincia
di Asti. I Verdena sono l'esatto connubio tra rabbia e
tristezza tra malinconia e visceralità, inoltre
tecnicamente non hanno da invidiare niente a nessuno. E nel
concerto langarolo danno il meglio di sè nonostante il buon
vino della zona abbia fatto sentire il suo effetto e abbia
"appesantito" la voce di Alberto, miracolosamente
"curata" dagli ottimi tecnici del suono. Nella
scaletta propongono tutti i pezzi de Il suicidio dei
samurai tranne Far fisa e alcune delle canzoni,
le più famose, degli album precedenti. Da segnalare due
chicche: il brano d'apertura Cretina, splendido
esempio di canzone strumentale, e la chiusura su richiesta
con Eyeliner, una delle mie preferite. Sicuramente è
valsa la pena di fare così tanta strada. Roberto Conti
1/7/2004
Verdena a Torino per il Chico-boom festival -
Quasi non mi sembra vero, siamo in luglio in un parco e non
ci sono zanzare. Inizia bene la serata a Borgaro, alle porte
di Torino, dove suoneranno i Verdena nell'ambito del Chico-Boom
Festival.
Verso le 10 si parte, l'atmosfera è piacevole e rilassata,
quasi onirica, ma il quartetto bergamasco impiega un po' a
scaldarsi. Si parte con un inedito che probabilmente sarà
nell'ep che uscirà in autunno, poi Logorrea (esperti
all'opera) seguita da un altro inedito dal ritmo
decisamente più trascinante Corteccia nell'Upnea.
La serata trascorre piacevole, anche se
l'acustica del luogo non è delle migliori. Nel concerto
dominano i brani del secondo album Solo un grande sasso,
ma non mancano i brani tormentone del primo cd ,Viba
o Dentro Sharon, e alcuni episodi del recente Il
suicidio dei samurai: tra i più riusciti indubbiamente
i singoli Luna e Phantastica e il brano di
chiusura 17 tir nel cortile.
Durante il concerto si susseguono sensazioni differenti:
dalla rabbia che sembra non riuscire ad esplodere di Blue,
bellissima b-side di Viba ep, alla carica trascinante in
stile Foo Fighters di Elefante, peccato che non
abbiano proposto nessuno dei miei brani preferiti tipo Eyeliner
o 1.000 anni con Elide, ma sarebbe stato chiedere
troppo a una serata già da ricordare.
Nel dopo concerto, rispondono, apparentemente contenti, alle
domande dei fan, poi, tutti insieme, si va a bere qualcosa
in un'atmosfera inaspettatamente casalinga. Roberto Conti