Amy Winehouse - Back to black ****
  Roberto Conti
 
Voce da consumata interprete, la giovane Amy Winehouse – che firma da sola o in collaborazione i vari brani, e in alcuni suona la chitarra – si dimostra artista versatile. Il disco è costruito alternando soulpop di stampo detroitiano (Back to black, love is a losing game, He can only hold her), reggae (Just friends), scampoli sonori e vocali degli anni ’50 (Me & Mr Jones, Wake up alone), sfumature blues, funk e r&b di New Orleans (proprio il “tormentone” Rehab) e pop anni ’60 (Tears dry on their own, scritta insieme al famoso duo Ashford & Simpson). Un disco ricco, eterogeneo, anche se la scrittura si fa a volte prevedibile. La giovane Winehouse grazie anche al suo look (fantastici i capelli bombati e il look da ragazzaccia) è già diventata un personaggio, di recente è anche stata fermata dalla polizia inglese nell'ambito dell'inchiesta che ha mandato in galera da qualche mese il suo maritino, Blake Fielder-Civil.
Al suo primo concerto italiano a Milano trovare un tagliando è stata un'impresa impossibile. Un personaggio su cui scommettere, a prescindere dal talento che comunque non manca.
 

Foo Fighthers - Echoes, silence, patience and grace ***
Giovanna Oceania
  Dave Grhol lo aveva detto: "Il nostro prossimo album sarà composto da canzoni stile Foo Fighters insieme ad altre in cui si esplorano i territori sommersi dell'acustic style con aperture a suoni strumentali ed orchestrali". Spesso sottovalutati e relegati ad una costoletta scadente dei Nirvana, i Foo Fighthers dimostrano con Echoes, silence, patience and grace - sesto lavoro in studio - ottima capacità compositiva, alternando brani diversissimi: dal rock duro con qualche licenza stonr, come il primo singolo The pretender, alle canzoni acustiche, alle ballate che appieno rappresentano un rock-pop americano ottimo equilibrio tra commercialià ed espressione più propriamente rock. Prosegue quindi la strada intrapresa con il doppio In your honr, una strada all'insegna del successo che ha fatto dei Ff, una realtà mondiale apprezzata tanto in Usa quanto oltre confine. Un ottimo disco da regalare a Natale.
 

Giuliano Palma & Bluebeaters - Bogaloo **
  Giovanna Oceania
  Giuliano Palma e soci continuano l’esperienza di long playing sfornando un nuovo album con altri 17 arrangiamenti e inserendo il primo loro pezzo inedito, The Marvin Boogaloo, firmato da Palma e Fabio Merigo. Boogaloo è un lavoro rappresentativo, a partire dal titolo, che indica quel genere di musica latina molto popolare alla fine degli anni ’60 negli Stati Uniti, fusione tra r&b americano, soul e mambo, che “sta alla salsa come lo ska alla Giamaica”. Lo stile di Giuliano e della sua band conferma di aver raggiunto una sua autonomia, rivisitando le cover in maniera originale e sempre nuova: in particolare, attenzione a Testarda io lanciato da Iva Zanicchi, Pensiero d’amore di Mal e Tutta la mia città degli Equipe 84 (primo singolo). Ottimo da ballare, il disco si propone come un'appendice della dimensione live, quella in cui i Bluebeaters, pur con una certa ripetitività, riescono a dare il meglio di sé.
 

2B3 - Fuori da cosa **
Roberto Conti
Con una punta di orgoglio sono qui a recensire l'ep dei 2B3. Un pugno di canzoni punk raccolte in Fuori da cosa ep. Con una punta di orgoglio dicevo, perché i 2B3 (almeno 4 su 5) sono amici di infanzia. Se devo dire la verità non avrei scommesso nulla sulla loro vena musicale... Invece devo proprio ricredermi. Dopo un rodaggio iniziale hanno raggiunto un suono compatto e anche personale, seppure con diversi riferimenti alla scena punk sia nazionale che estera. Le canzoni: FdC forse è l'episodio più riuscito, suoni d'impatto, buon uso dei cori, arrangiamento interessante nel finale. Nonsense sceglie l'inglese, è un brano facile e di buona resa, ma l'italiano a noi piace assai. Dipingimi libero ha un buon testo, ma sulla distanza forse annoia un po'. Qualcosa che non c'è è un buon riassunto un pezzo ideale per avvicinarsi ai 2B3.
Complimenti e continuate così.  
 

 

 
 
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