|
Zero Assoluto |
| |
20mila
euro per quattro canzoni in playback |
| |
Roberto Conti |
| |
C’era
tanta attesa per il concerto degli Zero Assoluto di
domenica scorsa. In tanti addirittura sono rimasti fuori
dal palazzetto perché non si sono accaparrati in tempo
il prezioso tagliando per partecipare –gratis- all’evento
organizzato dalla Provincia di Novara nell’ambito dell’orientamento
universitario. Forse sarà una magra consolazione, per
chi avrebbe tanto voluto esserci, raccontare un concerto
sicuramente deludente e, ad essere del tutto onesti,
probabilmente nemmeno quello. Alle nove la musique parte
con Asilo Republic, affermata cover band di Vasco Rossi
che suona alla grande, ma non sembra essere
particolarmente gradita alla giovanissima platea che tra
un pezzo e l’altro non risparmia di acclamare le “star”
della serata, <Zero, Zero, Zero… Vogliamo gli
Zero>… Ecco quindi la cover band battere in
prudente ritirata, non prima però di togliersi la
soddisfazione di dedicare alla giovine platea vociante
“Basta poco”, un furioso e coscienzioso attacco di
marca rock contro il desiderio di apparire a tutti i
costi, il nuovissimo singolo di Vasco lanciato proprio
nei giorni scorsi tramite il web. «Basta poco/ A fare
impressione/ Basta poco/ Basta andare in televisione...
Si fa presto/ A montarsi la testa», canta Vasco
strascicando la propria rabbia pure contro l’intolleranza,
contro l’ignoranza «di questa bella civiltà così
nobile e così antica». Sono caustici e cinici gli
Asilo Republic, ma poi fanno “pace” con il pubblico
intonando “Alba Chiara”. Finalmente l’attesa dei
tanti ragazzi sembra destinata a terminate: dovrebbe
essere il turno degli Zero Assoluto… E invece no. Ecco
un bel dj set di almeno mezzora, con canzoni che
probabilmente nemmeno ad un villaggio turistico nel
cuore dei Balcani ci avrebbero fatto sentire. Il tutto
è contornato da lancio di abbondanti gadget
promozionali dell’evento, cori e quant’altro possa
servire per allungare la minestra. All’alba delle 23,
finalmente, gli Zero Assoluto salgono sul palco. Per chi
non li conoscesse, Matteo e Thomas sono un duo che
sforna successi pop uno dietro l’altro, è per questo
che sono diventati idoli di molti adolescenti. Si
presentano sul palco da soli, senza nemmeno una band di
figuranti. Partono le preziose basi musicali ed inizia
quello che sarà uno show davvero mesto. Una dietro l’altra
eseguono le quattro canzoni più note (“Svegliarsi la
mattina”, “Semplicemente”, “Sei parte di me”,
“Mezz’ora”) poi basta. Solo un evitabile scambio
di battute con il pubblico, con cori e spettacoli che ci
riportano prepotentemente al clima da villaggio
turistico di serie C. Gli elogi dell’assessore alla
Politiche giovanili della Provincia, Marina Fiore, che
sale sul palco per raccogliere gli applausi insieme alla
band sono il preludio alla fine del concerto (costato
complessivamente ben 20mila euro). Poi quasi fosse una
concessione il duo ci ‘delizia’ con il bis di uno
dei brani eseguiti prima... poveri "zeri",
hanno risparmiato la voce per Sanremo.
|
|
|
|